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verso Aquileia 2

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VERSO AQUILEIA 2
Seconda Traccia di Lavoro – appunti dal Consiglio Pastorale Decanale del 4 novembre 2011


«Ma il dato forse più significativo e interessante nella comparazione dei vissuti ecclesiali [emerso dalla prima fase di preparazione ad Aquileia 2] è la quasi coincidenza tra frutti e fatiche: tanto si èscoperto il valore della relazione, tanto si vede la strada ancora da fare e le difficoltà; tanto si è colta la felice proposta delle collaborazioni pastorali in una visione profetica, tanto si colgono le fatiche, tutte umane, legate alla carenza di dialogo o di disponibilità; tanto si evidenzia la ricchezza di carismi dettati anche dalla presenza di movimenti e associazioni, tanto si legge il rischio di chiudersi nel proprio orticello o di modulare lapastorale a seconda del carisma prevalente.Tutti segni di Chiese in cammino che vivono la fatica del cambiamento proprio nelle loro esperienze profetiche o necessitate, oltre che nelle contingenze e conseguenze dettate dalla crisi economica, dal fenomeno strutturale dell'immigrazione, dai mutamenti del mercato del lavoro, della famiglia, del mondo giovanile e dei mezzi di comunicazione.» (Sara Melchiori)

Dopo la prima fase “descrittiva”, durante la quale si è cercato di narrare sia i frutti dello Spirito che le fatiche e le difficoltà che riscontriamo nelle nostre comunità, siamo ora chiamati ad una fase di discernimento che ci porti a scoprire in quali forme poter oggi annunciare il Vangelo in questo nostro Nord-Est.

L'obiettivo prioritario e finale di tutto il cammino è di rinnovare oggi nel territorio del Nordest "l'annuncio di Cristo". Fin dall'inizio del cammino di preparazione questo intento di fondo è stato chiamato
profezia e comporta un discernimento attento all'oggi e radicato in una memoria di cui essere grati perché in essa è riconoscibile "ciò che lo Spirito dice alle Chiese".
Questo impegno è stato confermato, anzi rilanciato e arricchito, da Papa Benedetto XVI nella sua visita alle nostre Chiese:
"Occorre promuovere e difendere con coraggio la verità e l'unità della fede. Occorre rendere conto della speranza cristiana all'uomo moderno".

Nel suo discorso ad Aquileia del 7 maggio 2011, Papa Benedetto ci ricorda che oggi come sempre Gesù Cristo deve essere annunciato anzitutto “con le opere dell’amore e le scelte di vita a favore delle persone concrete” e nello stile testimoniato dalla lettera a Diogneto: cioè senza rinnegare nulla della verità del Vangelo pur nella compassione delle sofferenze del nostro prossimo, saldi nella fede ma docili nell’annuncio.
Ricordiamoci, infatti, che agli inizi il Cristianesimo si è diffuso non tanto per la persuasività della sua dottrina, quanto piuttosto per la gioia dimostrata dai Cristiani nel concreto della vita quotidiana ed addirittura nel martirio.
Partendo ovviamente dalle osservazioni sortite dalla prima fase dei lavori nella nostra propria comunità, è importante anche un momento di confronto con le esperienze narrate dalle altre diocesi: si raccomanda quindi, magari come “compito delle vacanze” per questo Natale, la lettura delle testimonianze riportate nel libretto
In cammino verso Aquileia 2.

Quindi il succo del lavoro: le tre domande che si sottopongono all’attenzione dei singoli consigli pastorali riguardano La Nuova Evangelizzazione, il Dialogo con la Cultura attuale e l’Impegno per il Bene Comune. L’individuazione dei problemi pastorali di fondo e la formulazione delle proposte di collaborazione tra le varie diocesi del Triveneto saranno, ancora una volta, da proporsi in stile
narrativo : lo stile stesso della Bibbia, Parola di Dio incarnata nel quotidiano.


Per finire, due consigli importanti:

  • La prima domanda da porsi è questa: Quando incontriamo Cristo? Cosa al contrario ci impedisce di viverlo? Perché se davvero l’abbiamo incontrato, se lo viviamo, gli altri non possono non accorgersene e non restarne colpiti;
  • Non pensiamo di cambiare il mondo: siamo piccoli e poveri, come Davide contro Golia. Non abbiamo mezzi. Ma abbiamo la perla preziosa, ed è questa, la curiosità per questo tesoro, che può spingere al cambiamento chi ci sta vicino.



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