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Suor Tarcisia parla della Marcelliana

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MARCELLIANA: UN LUOGO DELLA VITA


Domenica 23 settembre, ore 1O, Santuario "B.V.Marcelliana", Eucaristia e congedo ufficiale della parrocchia dai Francescani della Provincia Veneta: è stato un caso a permettermi di essere presente alla celebrazione, coincidendo con una mia breve visita ai familiari? Non ho mai guardato alla vita come al campo in cui il caso dissemina occasioni e possibilità, ostacoli e deviazioni. La fede mi suggerisce piuttosto l'immagine di un filo d'oro che, svolgendosi attraverso il tempo e lo spazio, collega tutto e tutto compone in un disegno che dà significato ai particolari,
Mi sono trovata alla Marcelliana, in mezzo alla "mia" gente di Monfalcone riunita per dire la riconoscenza e prendere congedo ufficiale dai Frati Minori. L'itineranza specifica del loro essere minori, poveri ed obbedienti, li chiama altrove. L'istituzione ha ritenuto opportuno ridimensionare le attività dell'Ordine e operare scelte di presenza e di servizio. Panzano, cresciuta attorno al centro propulsore del Cantiere e dei frati della Marcelliana, dopo 85 anni di presenza li vede passare altrove. Ho sentito voci diverse leggere e interpretare questa svolta. Mi inserisco nel coro come Francescana Missionaria di Maria, monfalconese cresciuta alla Marcelliana e accompagnata dai frati (in particolare da p. Costante M. Dalli Cani) nel decidere l'orientamento da dare alla vita.

Francesco d'Assisi, uomo della prossimità, poeta e santo della concretezza, voleva che il frate ortolano lasciasse una striscia di terra incolta (cfr. FF. 750) perché vi potessero crescere spontaneamente erbe e fiori, senza una preventiva pianificazione, riconoscendo in ciascuno un soggetto di lode al Creatore. Ciascuno a modo suo. La Marcelliana con i Frati Minori è stata un angolo di vita autentica, di diversità accolte e di predicazione intesa come farsi prossimo nel quotidiano. In questo luogo umano e spirituale sono germogliati e cresciuti semi di spiritualità e altri sono stati trapiantati altrove. Non ci è dato di misurare l'energia spirituale scaturita dalla fede operosa dei frati, soprattutto da quella piu silenziosa passata attraverso i gesti, le azioni, gli incontri, le scelte quotidiane; né di registrare il "contagio" della loro testimonianza o gli sviluppi personalissimi del loro carisma; tanto meno di tracciare l'esplosione a catena dell'impulso partito da quel centro propulsore di appartenenza sentita, voluta, curata. Nell'attuale momento culturale segnato dall'individualismo e dall'arbitrarietà anche nel vivere il cristianesimo, la pastorale della Chiesa universale si sta orientando al recupero della fede, intesa come libera adesione alla Persona di Cristo, e propone nuovi itinerari di relazione personale, di appartenenza comunitaria critica e responsabile.

Sono testimone del fatto che la "Marcelliana dei frati" è stata luogo in cui si è vissuto tutto questo, anticipando perfino le svolte culturali del '68, luogo che ha reso possibili amicizie durature, in cui le diversità hanno potuto parlare ed incontrarsi, la relazione personale e il senso comunitario sono stati curati quanto la preghiera.
I Francescani Minori si spostano. La B.V. Marcelliana resta luogo della vita. Quella immagine squadrata nella pietra del Carso, rigida nei suoi tratti essenziali, solida, fatta spazio per accogliere il Figlio e gesto scolpito nel donargli il pane dell'umanità, resta un fulcro attorno al quale continuerà certamente a muoversi e irradiare la novità dello Spirito: questa è la nostra fede e la speranza.

Tarcisia Carnieletto fmm


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