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Rosario nel quartiere - 2012

Il SANTUARIO > ROSARIO

Mese di Maggio alla Marcelliana

Mese di Maggio, mese delle rose: fiore che più di ogni altro significa amore, in tutte le sue sfumature, tutte una sfumatura del cuore. Mese di Maria, che dell'amore è vera ancella, la cui preghiera prediletta prende il nome proprio da questi fiori così preziosi eppure così semplici.

Mese di Maggio, mese di Maria che immancabilmente onoriamo col Santo Rosario: sola preghiera ad esser definita "santa", come vera liturgia.

Anche quest'anno la recita abituale del rosario in santuario, prima della messa vespertina, è ben frequentata; e, ai dubbi di noi "giovani" riguardo alla riconferma del calendario dei fioretti di quest'anno, sono state proprio le più anziane a rispondere con una bella lezione di entusiasmo dimostrandosi fedeli al loro impegno. Ma sono sempre proprio loro a farci notare l'abisso tra gli attuali incontri, sempre gioiosi ma tra pochi intimi, e le vere e proprie feste di un tempo, quando vie e giardini venivano letteralmente riempiti da pie donne, magari coi loro mariti, e anche i bambini arrestavano i loro schiamazzi per prender parte alla preghiera.

Altri tempi e questo è un altro mondo, è vero. Ma è proprio in questa epoca di banalizzazione del tempo, quando ci stiamo costringendo a vivere una quotidianità sempre uguale a sé stessa, quando ogni stagione porta indifferentemente ogni frutto, quando si è perso perfino il senso del ritrovarsi in comunità (davvero in comunità) per dare lode a Dio; in questo tempo è quanto mai necessario rinvigorire le tradizioni che delineano la bellezza della nostra identità e confortano il cuore del nostro agire.

Il cristiano non vive nell'astratto, la nostra fede si nutre di tempi forti e di incontri concreti che soli danno senso a quanto proclamiamo a parole. Non è un caso se lo "zoccolo duro" delle donne che accompagnano il parroco nel suo giro del quartiere siano tutte, ed ognuna secondo una sua specifica vocazione, attive nella Chiesa. La Beata Vergine è maestra impareggiabile di azione che nasce dalla contemplazione, docile allieva dello Spirito Santo, solo garante della perfetta unione a Dio.

Il nostro auspicio è che tutti riusciamo a vincere le nostre piccole o grandi chiusure, siano esse pigrizia o timore, piuttosto che disfattismo o superbia (…ancora qualcuno considera il rosario uno sterile susseguirsi di preghiera vocale?), e che il gruppo di "pie donne" si faccia più nutrito e altre case e nuovi giardini possano aprirsi a questi cenacoli mariani.

E magari l'anno prossimo sarà davvero una nuova primavera.

ro.b.

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