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processione dell'8 settembre

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Tu sei qui venuta su fragil barchetta


Ebbene sì, è stata restituita alla nostra Patrona la sua mitica imbarcazione: basta tetri furgoncini, improbabili barelle, meringate di fiori e quant'altro. La Beata Vergine Marcelliana è tornata a visitare Pansàn a bordo di una deliziosa barchetta (ok, pignoli in agguato: non la marciliana della leggenda; ma noi ci occupiamo di fatti, non di leggende).


...dicevamo: giovedì sera, otto settembre, abbiamo festeggiato il compleanno della Beata Vergine con una solenne concelebrazione seguita dalla tradizionale processione lungo le vie di Panzano. Purtroppo, molte delle devozioni legate alla nostra Patrona si sono perse lungo i secoli; ma questa processione continua a vedere un nutrito numero di fedeli accorrere da tutto il rione e dall'intero mandamento; e chi non può muoversi, a Panzano, mantiene la devozione di preparare un altarino sul portone di casa, accendere un lumino alla finestra, o magari anche solo gettare uno sguardo verso la strada nel sospiro di un' AveMaria.

Altro aspetto sentito della festa è la tradizionale benedizione dei bambini («e dei genitori» ha puntualizzato quest'anno il Padre Parroco) che nel pomeriggio hanno riempito il Santuario: «Ma allora non è vero che non ci sono bambini in parrocchia! Dov'eravate fino adesso?» ha esclamato Padre Giovanni. In effetti, come per la processione, anche qui si tratta di forze che arrivano dall'intero territorio e che ovviamente non possono essere presenti in Marcelliana lungo tutto l'anno.

Anche quest'anno la cerimonia è stata presieduta dal nostro vescovo S.E. Dino de Antoni e concelebrata dai parroci di Monfalcone e decanati limitrofi, il nostro Padre Giovanni in testa. E, per effetto indiretto del gran caldo che ancora non molla, con tutte le porte e perfino il portale d'entrata della chiesa spalancati nella sera, è stato come se la messa traboccasse fisicamente, oltre che misticamente, per le strade del circondario.

Le parole del Vescovo hanno sottolineato due punti salienti, anzi, due estremi: la preziosità della vita nascente «forse non sempre desiderata, ma certo da Dio sempre voluta e come tale è importante sia sempre accolta. Io ero il dodicesimo dei miei fratelli, e posso dubitare che i miei mi abbiano davvero desiderato; però è certo che mi hanno accolto, e quindi amato»; e il dolore di quelle abitazioni vuote, anzi: svuotate dalle morti sul lavoro, in primis a causa dell'amianto.


Un sentito grazie a tutti coloro che hanno collaborato per la bellezza di questa festa: a chi si è preso la briga di trovare, restaurare e montare la barca, alle fioriste, ai portatori, ai chierichetti, al coro, ai suonatori, ai “tecnici” del suono, ai sacrestani oriundi e aggiunti, ecc. ecc. ecc.; oltre che agli infaticabili frati.
Ma, oltre all'amore per la Madonna c'è anche la cura per l'allegria dei suoi figli: quindi un grazie anche a chi sta facendo i salti mortali per assicurare l'organizzazione e il servizio alla parte “laica” della festa, tra cibo, musica, ricchi premi e quant'altro. Che la Vergine Marcelliana benedica e continui ad assistere tutti e ci conservi i nostri frati!


ro.b.




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