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Perché danzare?

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Perché DANZARE??

Non posso sedermi perché la mia anima danza
Il nostro ballo è mutamento di vita
Lodo la danza perché libera l'uomo
dalle cose presenti e unisce chi è isolato
alla comunità
Lodo la danza che tutto chiede, tutto favorisce
salute, lucidità di spirito e un'anima piena di slancio
La danza vuole un uomo, un uomo vibrante
nell'equilibrio di tutte le sue forze
Lodo la danza! Allora uomo impara a danzare
altrimenti gli angeli del cielo non sapranno che farsene di te

Sant’Agostino


La musica e la danza sono inscritte in ogni persona, esprimono la gioia di stare insieme agli altri, il bisogno profondo di comunicare con tutto il proprio essere. A partire da questa radice comune di ogni uomo, la danza non è estranea alla Bibbia ed alla religione ebraica e cristiana, perché sarebbe come se la Parola di Dio fosse estranea all'uomo ed alla sua storia.


UN PO’ DI STORIA
Nella tradizione ebraica il "corpo" rappresenta la sintesi di corpo e spirito (la parola ebraica "nefesh", in genere tradotta come "anima", indica la persona nel suo complesso). La danza nella Torah è intesa come forma di preghiera, come parola e gesto rituale; era impiegata per mantenere la tradizione quando non si potevano usare le parole. Il concetto di danza è fondamentale nella cultura ebraica (durante le feste di pellegrinaggio si svolgevano danze alternate di uomini e donne) e non a caso è legato alla figura della donna, centrale nella liturgia familiare: da lei dipende l'ebraicità del figlio, è lei che insegna la cultura, tutte le feste ruotano intorno a lei.
Nella Torah sono narrati vari episodi di danze che esprimono l'esperienza mistica con una grande ricchezza di linguaggio. "Hol" è la radice ebraica di "danza", da essa deriva "halil", parola ebraica che vuol dire "flauto"; da questo semplice raffronto di parole si rileva una connessione tra danza e musica che viene spesso impiegata per lodare Dio: "Lodate il Signore con l'accompagnamento del cembalo e di liete danze" (salmo n.150). In ebraico biblico vi sono 11 radici verbali riferite alla danza:

"Karar", che vuol dire "saltare roteando" (Davide nel II libro di Samuele);
"Rakad": "saltellare di gioia e anche di paura" (si riferisce al rapporto con il Creatore);
"Dalag": "saltare balzellando" (presente nel Cantico dei cantici);
"Paraz": "muoversi flessuosamente" (Davide nel II libro di Samuele);
"Cafaz": "saltellare, muoversi a piedi nudi sulla Terra di Israele" (presente nel Cantico dei cantici);
"Sabab": "circondare, volteggiare, andare e venire", riferito alla danza in cerchio;
"Zalan": "zoppicare" (il popolo di Israele è a volte rappresentato nella Torah come un capretto zoppicante);
"Pesach": "salto al di là";
"Hagag": "esultare";
"Sahak": "ridere di gioia", riferito alla danza come segno di festa;
"Hag": "festa" e "cerchio".

La danza che si svolgeva in cerchio era anticamente la danza sacra intorno all'altare; il cerchio rappresenta ciò che è senza fine, il mondo a venire, nel cerchio tutti sullo stesso piano; il suo centro simboleggia il Monte Sion, mentre la periferia rappresenta il cammino, la strada da percorrere. Troviamo vari esempi di danze nella Torah: in Esodo 15 (dopo il "Canto del mare" di Mosè, che è stato aggiunto posteriormente, vi è la danza di Miriam: "Miriam la profetessa, sorella di Aron, prese in mano il cembalo, e la seguirono tutte le altre donne con cembali e con strumenti di danza"); nel II libro di Samuele, 6,14 ("David stesso poi, cinto di un efod di lino, saltava con tutta forza davanti al Signore": Davide compie danze estatiche davanti l'arca indossando un perizoma che si usava per eseguire un sacrificio, e Mical lo rimprovera perché danza in modo sconcio - verrà resa sterile da Dio per punizione - senza capire che Davide compie ciò di fronte a Dio, si tratta di una danza sacra, esprime la lode a Dio con tutta la persona); e nell'episodio del vitello d'oro.


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