Vai ai contenuti

Menu principale:


Padre Giovanni Vicentini

Il SANTUARIO > Un po' di storia

Un ricordo di padre Giovanni

Padre Giovanni Vicentini è nato il 25 novembre del 1940 a Roverchiaretta, una piccola comunità rurale in provincia di Verona, e ha fatto la sua professione religiosa fra i Frati Minori a vent'anni. E' stato uno dei sopravvissuti alle turbolenze del '68, ottenendo il sacerdozio il giorno di San Francesco del 1970.

La sua prima, fondamentale prova apostolica l'ha effettuata da subito, nella "missione" calabrese della Provincia Veneta di Sant'Antonio (dove, all'epoca, sono passati altri frati "storici" della Marcelliana, quali p. Adriano Pasi e p. Lino Gaiani): lì ha operato per 10 anni, imparando a comporre le contrastanti mentalità veneta e calabrese e tirando su un gruppo di giovani con esperienze, all'epoca, anche estemporanee, tipo l'attivazione di Radio San Francesco (con passaggi di musica rock e la creazione di
pièces fantascientifiche). Questi ragazzi e ragazze gli sono rimasti affezionati anche una volta adulti: dal 2008, l'invenzione di facebook ha loro permesso di ritrovare il "loro" padre Giovanni e rinnovare lo scambio di esperienze nonostante la distanza.

Padre Giovanni era stato assegnato alla Marcelliana una prima volta agli inizi degli anni '80 come responsabile dell'ACR ed è stato allo stesso tempo insegnante di religione presso la scuola media Giacich, ma per rimanervi solo un anno. Altre presenze pastorali sono state a Motta di Livenza, Roma, Cordenons, Trieste.. finché la Marcelliana l'ha richiamato a sé nel 2010, ultimo tentativo per i frati di salvare la parrocchia.

Nominato parroco, allo stesso tempo che che padre guardiano e frate economo, padre Giovanni ha messo in gioco tutto il suo naturale entusiasmo e la sua particolare sensibilità nell'avvicinare le persone --bambini, genitori, pie donne, anime affrante: sapeva mettersi umilmente in ascolto e da lì partire per consolare, confortare, far leva sui talenti di ciascuno, senza mai disprezzare nessuno. Particolare impegno ha messo nella catechesi dei bambini e dei ragazzi, cercando anche di fondare un "piccolo coro" (sua passione in ogni parrocchia in cui è stato), negli incontri di adorazione del giovedì sera, nel tentativo di infondere idee per rianimare la festa patronale e di ravvivare il servizio al santuario e il senso di comunità (suo il concorso "Presepe in Famiglia", la sollecitazione per i pranzi comunitari e le uscite catechistiche).

Purtroppo la crisi dell'ordine dei Frati Minori non ha permesso a padre Giovanni di portare avanti i suoi progetti: il 23 settembre 2012 si è giunti alla chiusura del convento e ai saluti ai frati.

Padre Giovanni è stato allora assegnato a Taglio di Po, in provincia di Rovigo e, due anni dopo, alla parrocchia di San Francesco Grande a Padova, dove ha potuto ritrovare come padre guardiano un suo vecchio amico dei tempi di Roma, padre Vittorio Bellè, oltre che una fervida attività. Purtroppo i problemi di salute, soprattutto in questo ultimo anno, si sono fatti più seri, fino alla necessità di interventi vascolari che, come sappiamo, non si sono rivelati risolutivi. Dopo due mesi di agonia, domenica 17 giugno 2018 padre Giovanni si è lasciato accompagnare da Sorella Morte incontro al Padre.

Lo ringraziamo per quanto ha fatto e cercato di fare alla Marcelliana, ma soprattutto per la sua carica umana, la sua amicizia, la sua preghiera che continuano ad accompagnarci.



Leggi anche:

Addio a padre Vicentini: a Sclavons era "frate rock" dal Messaggero Veneto

e il necrologio dal "Mattino di Padova"



Torna ai contenuti | Torna al menu