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Padre Gildo

Il SANTUARIO > Un po' di storia

Ricordo di Padre Gildo Maragno


Alle prime ore di giovedì 5 dicembre 2013, Sorella Morte è passata per il convento "Sacro Cuore" di Saccolongo, dove ha raccolto l'anima di Padre Gildo e l'ha portata davanti al Signore. Come per tanti frati, giusti e santi, anche le ultime ore di Padre Gildo in questo mondo, nonostante la sofferenza, sono state scandite dall'amorevole presenza dei confratelli, dalla preghiera e dal conforto religioso del Sacramento dell'Unzione degli Infermi.

L'epilogo di questa vita, per Padre Gildo, è stato come un battito di ciglia. Poche settimane, dopo il manifestarsi della malattia, sono bastate per consumare e indebolire un uomo forte e grande, come quando si stagliava imponente, in mezzo alle autorità e alle maestranze, mentre benediva le navi e coloro che le avevano realizzate.

Ora, come ha ricordato Padre Antonio Scabio, Ministro Provinciale, nell'omelia del funerale, sta con i santi e con tutti i nostri cari che si sono addormentati nel Signore, davanti al suo cospetto, ancora più bello, in attesa dell'ultima glorificazione, quando il Figlio dell'uomo verrà per richiamare dal sonno della morte tutti quelli che hanno creduto e sperato in Lui.

Eravamo in tanti, lunedì 9 dicembre, attorno al feretro che conteneva i resti mortali di Padre Gildo, per dargli il saluto cristiano nella fede. I famigliari e i parenti, tanti frati, tanti parrocchiani e amici che lo hanno conosciuto nei luoghi dove lui ha svolto il suo ministero. Numerosi anche gli attestati di stima e il ricordo di molti che non potevano essere presenti alle esequie, in modo particolare dei quattro vescovi con i quali ha collaborato durante la sua presenza a Monfalcone e Trieste: mons. De Antoni, mons. Ravignani, mons. Crepaldi e mons. Redaelli.

P. Gildo Maragno era nato a Pionca di Vigonza, in provincia di Padova, il 17 ottobre 1927. Battezzato con il nome di Rino, riceve la prima educazione umana e cristiana in seno alla sua famiglia, formata allora da nonni, genitori, zii e alla comunità cristiana parrocchiale.

Seguendo l'invito di Cristo, il 18 aprile 1940 lascia la famiglia ed il paese natale ed entra nel Collegio Serafico Missionario di Chiampo (VI), ove inizia la sua formazione francescana.

Finito il corso ginnasiale, il 16 agosto 1945, inizia l'anno di noviziato presso il convento di San Francesco del Deserto (VE), vestendo l'abito francescano ed assumendo il nome di fr. Ermenegildo. Qui, terminato il cosiddetto anno della prova, emette la professione temporanea il 17 agosto 1947. Tre anni più tardi, il 10 settembre 1950, a Gemona Sant'Antonio, consacra definitivamente la sua vita al Signore con la professione dei voti solenni.

Conclusi gli studi filosofici e due anni di teologia in Provincia, continua la formazione teologica a Parigi, dove si diploma anche in lingua francese.

Terminati gli studi teologici, viene ordinato sacerdote da S. E. Mons. Maurizio Rosà, Frate Minore e Arcivescovo di Hankow (Cina), il 31 maggio 1953 nella chiesa parrocchiale del suo paese natale di Pionca.

Tornato a Parigi, frequenta per due anni un corso sulla Dottrina Sociale della Chiesa presso l'Istituto Cattolico di quella città e consegue la Licenza in Sociologia il 2 febbraio 1955.

Dopo breve sosta a Trieste, viene assegnato ai Centri Missionari POA (Pontificia Opera di Assistenza) in Calabria. Salvo un breve intervallo, vi resterà per dieci anni, aiutando le Parrocchie e soprattutto la categoria dei pastori dell'Aspromonte nel Centro Missionario di Bovalino Marina (RC) e reggendo la Parrocchia di San Leonardo di Cutro (CZ) dal Centro di Isola Capo Rizzuto.

Nel 1966 viene chiamato a Roma presso la Sede centrale della POA, dove svolge l'attività di assistenza per i Centri Missionari POA sparsi in tutta Italia ed assume nel contempo l'incarico di Cappellano del Lavoro presso l'Istituto Poligrafico dello Stato.

Nel 1971 viene destinato al Convento di San Donà di Piave. Eretta la nuova parrocchia di San Giuseppe Lavoratore, ne sarà il primo parroco; in quel periodo viene costruito anche il nuovo Convento con l'oratorio parrocchiale.

Nel 1974 viene trasferito a Monfalcone e viene nominato dall'Arcivescovo di Gorizia Cappellano del lavoro per la zona monfalconese, soprattutto per la Fincantieri, l'Ansaldo, l'Enel e la Bulloneria Europea. Incarico che con l'assenso del Vescovo, negli anni '80, sarà esteso alla zona di Trieste, con speciale riguardo alla Fincantieri, che a Trieste ha la sede centrale, e alla Grandi Motori di San Dorligo della Valle. Se si eccettua una breve parentesi come parroco a Santa Maria delle Grazie in Alleghe, fr. Ermenegildo ha svolto il compito di Cappellano del lavoro fino agli ultimi mesi della sua vita. Ha anche prestato assistenza a varie associazioni sportive, marine, civili e militari.

Dal 1990 si trovava a Trieste Madonna del Mare. Oltre al servizio di cappellano dei cantieri navali, aiutava anche in parrocchia, dedicandosi in modo particolare al delicato e prezioso servizio delle confessioni e a numerose altre attività.

Improvvisamente, lo scorso 22 agosto, i segni del male fisico si manifestavano inesorabili. Dopo un breve ricovero presso l'ospedale di Cattinara, veniva portato presso il convento infermeria dei frati a Saccolongo. Lì, come una lampada che per tutta la vita ha bruciato e si è consumata per Dio e per i fratelli, ha cominciato ad affievolirsi ed infine, come un lumicino, si è dolcemente spenta, per iniziare a brillare, fulgida come un stella, nella dimora eterna che il Signore gli aveva preparato. Affrontando con dignità e con cristiano abbandono in Dio la malattia, non ha mai smesso di pensare alle sue cose più care: la famiglia, i frati, la sua missione pastorale nel mondo del lavoro. Parlava sempre dei suoi "cantierini", e con il pensiero alle tante navi che aveva visto nascere e benedetto, è salito sulla barca che, guidata dal Signore, lo ha condotto nell'ultimo suo viaggio, al porto sicuro della vita eterna.


dal sito della Parrocchia Madonna del Mare di Trieste


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