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Liturgia della Domenica 2011 > Quaresima
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Il mercoledì delle Ceneri, la cui liturgia è marcata storicamente dall’inizio della penitenza pubblica, che aveva luogo in questo giorno, e dall’intensificazione dell’istruzione dei catecumeni, che dovevano essere battezzati durante la Veglia pasquale, apre ora il tempo salutare della Quaresima.
Lo spirito comunitario di preghiera, di sincerità cristiana e di conversione al Signore, che proclamano i testi della Sacra Scrittura, si esprime simbolicamente nel rito della cenere sparsa sulle nostre teste, al quale noi ci sottomettiamo umilmente in risposta alla parola di Dio. Al di là del senso che queste usanze hanno avuto nella storia delle religioni, il cristiano le adotta in continuità con le pratiche espiatorie dell’Antico Testamento, come un “simbolo austero” del nostro cammino spirituale, lungo tutta la Quaresima, e per riconoscere che il nostro corpo, formato dalla polvere, ritornerà tale, come un sacrificio reso al Dio della vita in unione con la morte del suo Figlio Unigenito. È per questo che il mercoledì delle Ceneri, così come il resto della Quaresima, non ha senso di per sé, ma ci riporta all’evento della Risurrezione di Gesù, che noi celebriamo rinnovati interiormente e con la ferma speranza che i nostri corpi saranno trasformati come il suo.
Il rinnovamento pasquale è proclamato per tutta l’umanità dai credenti in Gesù Cristo, che, seguendo l’esempio del divino Maestro, praticano il digiuno dai beni e dalle seduzioni del mondo, che il Maligno ci presenta per farci cadere in tentazione. La riduzione del nutrimento del corpo è un segno eloquente della disponibilità del cristiano all’azione dello Spirito Santo e della nostra solidarietà con coloro che aspettano nella povertà la celebrazione dell’eterno e definitivo banchetto pasquale. Così dunque la rinuncia ad altri piaceri e soddisfazioni legittime completerà il quadro richiesto per il digiuno, trasformando questo periodo di grazia in un annuncio profetico di un nuovo mondo, riconciliato con il Signore.
QUARESIMA IN TEMPO DI CRISI
09 MARZO 2011
La Quaresima è un tempo di ripensamento, di rinnovamento interiore, di nuovo orientamento. Oggi la Quaresima viene da noi vissuta in un tempo di crisi. Crisi economica, anzitutto.
Ma questa è connessa con una crisi più profonda: crisi culturale, religiosa, sociale, civile, morale, valoriale, esistenziale. Non possiamo affrontare la crisi economica senza tener conto di tutte le altre spinte disumanizzanti.
Nello stesso tempo, mentre siamo costretti a ripensare il nostro modello di sviluppo, veniamo indotti anche a rivedere il nostro stile di vita. Una maggiore sobrietà nel cibo, nell'abbigliamento, nei cosmetici, nei viaggi dispendiosi in terre lontane, sarebbe più consona non soltanto al tempo di Quaresima, ma proprio alla vita cristiana. I poveri accanto a noi ci chiamano alla solidarietà. E se versiamo in stato di disagio, saremo in grado di capire meglio chi sta peggio di noi.
Per poter vivere cristianamente la Quaresima è necessaria una "conversione". Per la conversione è necessario l'ascolto della Parola di Dio. Per ascoltare la Parola di Dio è necessario il silenzio.
Quindi nella Quaresima deve trovare spazio il silenzio: è questo il digiuno necessario nella nostra società del frastuono; sarà un digiuno disintossicante, dopo l'indigestione di parole, di messaggi martellanti, frastornanti e fuorvianti. Nel silenzio potremo ascoltare sia la Parola del Signore, sia il grido dei poveri.
Mons. Giuseppe Greco