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La visita di Maria a Elisabetta

Il SANTUARIO > AFFRESCHI di Sebast. Santi

La visita di Maria a Elisabetta
una scena d'incontro nella gioia


La lunetta di sinistra raffigura due coppie di persone disegnate quasi a specchio e una coppia di alberi: Giuseppe e Maria, Elisabetta e Zaccaria, la natura. Si tratta di una scena cui non siamo abituati: nel modo tradizionale di rappresentare l'incontro tra le due cugine, sia nella letteratura sia nella pittura, le due donne occupano generalmente l'intera scena. Qui il Santi, guidato dalla sua sicura intuizione artistica, crea un'atmosfera di gioia condivisa.


Giuseppe è presentato nel ruolo di compagno di viaggio di Maria. Nel dipingerlo il pittore tiene conto probabilmente di antichi scritti apocrifi. In essi lo sposo di Maria risulta essere vecchio, vedovo e scelto ad assumere il suo ruolo attraverso il verificarsi di un prodigio: il volo di una colomba uscita dalla verga (4) o, secondo altre fonti sempre apocrife, miracolosamente fiorito.

Nel dipinto quel bastone è presente come bastone da viaggio e termina però all'estremità con un fiore rosso. Giuseppe, l'uomo giusto, l'uomo delle scelte difficili e del silenzio, sostenuto dal "sogno" e dall'amore per la sposa ha, secondo il pittore, accompagnato Maria nel lungo viaggio verso Ain-Karim per portare aiuto alla cugina.

Giuseppe e Gioacchino sono stati chiamati a condividere il dramma della fede, la gioia e le ansie della straordinaria maternità di Maria ed Elisabetta, giustamente quindi il pittore vuole renderli direttamente partecipi della lode per le grandi cose compiute dall'Onnipotente.

I due veri protagonisti della scena, Gesù e Giovanni, sono presenti ma ancora nascosti, il loro incontro è raffigurato nel gesto di accoglienza gioiosa delle loro madri, prime testimoni del dono di Dio che crea e ricrea il mondo.


Il gruppo di sinistra, Giuseppe e Maria, è disegnato sullo sfondo di due robusti tronchi d'albero di cui s'intravede soltanto la chioma, le due figure sono disegnate su due linee parallele leggermente oblique, che conferiscono alle due piante una spinta in avanti, quasi ad anticipare l'incontro con l'altro gruppo.

La coppia Elisabetta e Zaccaria segue invece due orientamenti diversi: mentre la donna muove all'incontro di Maria, lo sposo, l'uomo della tribù di Levi dedito al culto del tempio e legato alla tradizione rimane eretto, allineato alla costruzione che gli sta alle spalle.

I toni e i gesti dell'insieme sono pacati, misurati, ma a fermare lo sguardo sulla scena si avverte un'atmosfera di gioia condivisa e l'invito ad entrarvi.

Maria si era messa in fretta in cammino a servizio della vita, Giuseppe sostenuto dal suo "sogno" d'amore l'ha seguita; incontrando Elisabetta, attraverso il suo saluto: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Maria scopre in sé le meraviglie di Dio e trova le parole della lode che abbraccia la storia e la creazione intera:

L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore. (5)
Il messaggio dei tre affreschi del Santi trova riscontro e sintesi e nella semplicità e forza dell'immagine della Vergine Marcelliana, in cui la rigidità della pietra carsica è vinta dal gesto della Madre che tiene il Figlio in piedi sulle ginocchia e gli porge un pezzo di pane, la veste di carne dell'umanità, il pane eucaristico custodito e dato al mondo dalla e nella Chiesa

A Maria la Madre, come un giorno a Cana, possiamo ancora dire: Non abbiamo più vino!
Madre, alle nostre feste manca il vino della gioia, della speranza, non crediamo più alla Bellezza, abbiamo dimenticato il canto di pace!

E se sapremo ascoltare, sentiremo anche per noi, oggi, ripetere piano le parole del fare più vero: Fate tutto quello che Egli vi dirà (6).



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