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La Madonna "dell'edicola"

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La Madonna “dell'edicola”


Dopo un accurato lavoro di restauro eseguito da Laura Zanella, che già aveva riportato agli opportuni splendori le pale d'altare della Marcelliana, è finalmente pronta per tornare alla devozione dei fedeli anche la Madonna lignea che il Frittitta ha presentato come “dell'edicola” nel suo volume “Dalla Marciliana alla Marcelliana” .

Si tratta di un altorilievo risalente con tutta probabilità al secolo XVI, del quale purtroppo non è stata conservata documentazione diretta di sorta. Sempre secondo il Frittitta, la sua collocazione originaria era nell'antico cimitero che, come uso nel tempo, affiancava la chiesa. In effetti, lo stato di conservazione dell'opera era compatibile con una prolungata esposizione alle intemperie ma, allo stesso tempo, la sollecitudine a salvarla dimostrata dai vari interventi di “restauro” riscontrati, dimostra una viva affezione del popolo per questa immagine.
La data posta alla base della figura, 1847, è verosimilmente da riferirsi all'intervento di ripintura effettuato per il recupero dell'immagine in occasione della costruzione dell'attuale santuario (edificato tra il 1841 e il 1844 e quindi solennemente consacrato l'8 settembre 1851), mentre la composizione formale dell'opera è chiaramente di stampo cinquecentesco. Elementi stilistici simili sono infatti stati riscontrati in un antependio ligneo policromo a Grado, mentre Ivan Matejcic dimostra in un suo studio importanti collegamenti fra le opere istriane, venete e friulane tra la fine del XV e l'inizio del XVI sec, tra le quali una Madonna con Bambino conservata nella chiesa di santa Maria a Verteneglio è molto simile alla nostra.

La nostra Madonna sarebbe quindi coeva al battistero in pietra che troviamo ancora presente nell'attuale edificio, memoria di un'epoca di gran lustro ma anche di rottura per il santuario della Marcelliana. Dopo essere stata per secoli punto di riferimento unico per le necessità spirituali nel territorio tra San Canzian e San Giovanni in Tuba, le vicende del nascente Comune di Monfalcone in tempi di scorribande, malattie e alluvioni, hanno portato a uno sdoppiamento dell'entità parrocchiale, dove Sant'Ambrogio ha assunto via via sempre maggiore importanza. Attorno alla metà del 1500, poi, una lite riguardo ai diritti capitolari ha sancito la fine della Marcelliana come chiesa dei monfalconesi, pur restando però santuario prediletto: qui si è continuato per secoli a recarsi in processione ogni sabato, qui si sono tenute le benedizioni solenni e le celebrazioni mariane, qui gente della città e gente dei campi ha ottenuto innumerevoli grazie, in questa terra hanno voluto essere sepolte le famiglie illustri della zona.

E così la cura per il decoro della Marcelliana, in quel tempo patrocinato da una ricca confraternita, ha prodotto anche questa bella Madonna dal volto dolcissimo che pare, al tempo stesso, unirsi ai nostri dolori e confortarci nella speranza che è l'amore del Cristo a reggere il mondo. Segno quindi della Provvidenza il fatto che torni ora a mostrarsi al volgersi di un'altra epoca, quella dell'ottantennale sodalizio tra i frati francescani e il quartiere dei cantieri, purtroppo giunto al termine nonostante il tanto bene fatto e le necessità crescenti, quasi a volerci prendere per mano e darci il coraggio di intraprendere nuovi passi, nuove amicizie, in questo mondo che sempre e ancora cambia, e tornare così rinnovati all'amore per Cristo.

ro.b



La ritrovata effige sarà solennemente collocata in Santuario il giorno 15 agosto, solennità dell'assunzione della Beata Vergine Maria, alla messa delle ore 10.00.


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