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La Chiesa

Il SANTUARIO > Un po' di storia

LA CHIESA


L'attuale tempio della Marcelliana è di recente costruzione, essendo sorto tra il 1841 e il 1844, dopo la demolizione della preesistente chiesa, ormai crollante.
La facciata, di sobrie linee neoclassiche, è tripartita verticalmente da lesene sostenenti un timpano triangolare.

Sopra la porta si trova la lapide a ricordo della posa della prima pietra (11 maggio 1841) e della benedizione del nuovo edificio (4 agosto 1844). Ai lati della lapide, in due nicchie, le statue dei santi Ambrogio e Marco, patroni di Monfalcone, opere di scuola veneta, in marmo di Carrara. Queste statue furono donate dal Senato della Serenissima alla città di Monfalcone per esser poste ad ornamento dell'altar maggiore del Duomo. In seguito alla distruzione subita da quell'edificio nel corso della prima guerra mondiale furono collocate nell'attuale sistemazione.

Gli eventi della prima guerra non risparmiarono la Marcelliana: la maggior parte degli arredi, degli ex-voto e degli affreschi andarono perduti o rovinati. A questo si aggiunsero i danni causati da poco accorti restauratori che ricoprirono con calce gli affreschi del De Santis che ornavano pareti, abside e soffitto. In tempi recenti furono riportati alla luce, ma assai rovinati, i tre lavori oggi visibili sulle pareti: sopra la porta d'ingresso l'Annunciazione, nella navata la Visitazione e la Vergine educata nella lettura da S. Anna.

Il soffitto, oggi privo di decorazioni, era stato anche affrescato dal De Santis con l'Assunzione della Vergine.
Ai fianchi dell'altar maggiore in tempi più recenti (1943) furono eseguiti due affreschi dal veronese Agostino Pegrassi rappresentanti (a destra) l'arrivo miracoloso della statua della Madonna sulla barca senza equipaggio, accolta dal Vescovo Marcelliano e (a sinistra) il voto alla Vergine durante la pestilenza del 1386.

L'altar maggiore, opera in marmo locale, costituisce degna cornice alla statua della Beata Vergine Marcelliana.
Questa scultura, di cui abbiamo già ricordato il miracoloso ritrovamento, è una fra le più antiche immagini marmoree della regione.

E' opera di forme alquanto rozze e primitive, attribuite ad arte romanica o anche, da taluno, ad artisti bizantini o, comunque, di gusto orientale.
Si osservi l'espressione del volto della Vergine, la mestizia che vela un sorriso appena accen-nato e quella del bambino, quasi partecipe, nella sua innocenza, del dolore della Madre.

La Madonna, nella mano sinistra, tiene un oggetto ancora imprecisato: in passato c'è chi ha riconosciuto uno scettro o un'arma o un frutto. Forse si tratta di un pane, quale dono della Provvidenza ai più bisognosi, come ci conferma il ricorso alla intercessione della Vergine Marcelliana da parte delle popolazioni nei più gravi momenti di fame e desolata miseria che, purtroppo frequentemente, segnarono gli anni più bui della storia di queste terre.
Delle pale degli altari minori oggi rimane solo una risalente al secolo scorso: quella delle Sante Agata, Apollonia e Lucia. Tutte le altre sono opere moderne di modesto valore artistico.

La Chiesa custodisce una notevole opera di scultura neoclassica: la tomba di Domenica Pascoli, opera delle figlie Marianna e Luisa, già allieve del Canova, risalente al 1836. L'opera ispirata, ovviamente, allo stile dell'illustre maestro, costituisce l'ultima testimonianza dei molti lavori lasciati a Monfalcone e perduti durante la prima guerra mondiale, delle due illustri concittadine, autrici di miniature e quadri.




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