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La Benedizione dell'Acqua alla Vigilia dell'Epifania

Il SANTUARIO > DEVOZIONE

L'uso di benedire l'acqua la vigilia del giorno dell'Epifania è di origine palestinese. Molto presto infatti (IV sec) si era consolidata in Oriente l'usanza di battezzare i catecumeni, oltre che nella notte di Pasqua, anche in questo giorno, che nella tradizione orientale coincideva anche con la festa del Battesimo di Gesù.
In seguito il rito si diffuse nell'area aquileiese, forse tramite la chiesa di Grado, che restò a lungo sottoposta ai Bizantini (anche in Calabria, zona a lungo legata a comunità di origine greca, si trova un rito analogo), anche se alcuni studi ipotizzano la presenza di tale rito già in epoca precedente al dominio bizantino.

(Da A. Persic, Benedizione dell'acqua nella vigilia dell'Epifania, Arcidiocesi di Udine)


La festa dell’Epifania celebra la manifestazione di Gesù Figlio di Dio, avvenuta in tre momenti:

- la notte di Natale, a Betlemme, ai pastori che rappresentano i “Poveri di Jahwé”, gli umili che Dio ama
- oggi, ai Magi, che rappresentano tutti i popoli, quindi noi, chiamati alla fede
- al Battesimo al fiume Giordano, dove ai primi discepoli viene additato l’Agnello di Dio ed iniziano la sequela del Cristo

L’acqua ci ricorda il nostro battesimo, quando, nella fede in Gesù, abbiamo ricevuto il dono di diventare figli di Dio.
Con quest’acqua benediremo le nostre mense e le nostre case, perché sia condiviso il bene che Dio ci dona.



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