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Gli Ex-Voto

Il SANTUARIO > DEVOZIONE

Spigolature di grazie
(da: "Memorie del Santuario della B.V.Marcelliana in Monfalcone-Porto" 1934)

Grande ed in ogni tempo fu l'assistenza celeste della Vergine SS. invocata col titolo del Santuario "Marcelliana ". Peccato che le guerre e le altre sventure, piombate su questo mirabile lembo di terra veneta, abbiano facilitato la dispersione quasi totale della serie di così sacre memorie.
Fino alla desolazione della guerra mondiale, grande superficie dei muri del presbiterio e delle sacrestie erano ancora coperti di quadri votivi, documenti tutti di riconoscente amore alla Dispensiera di grazie. Tali quadri, spesso ingenui e rozzi, ma non privi di espressione talor realistica, servirono, con i banchi e gli stalli, alle cucine militari, insediatesi nello stesso tempio, per combustibile!!! Rimasero perciò ben pochi e, naturalmente, un elenco dei quadri scomparsi, tutti "ex voto" è impossibile. Basti ricordare che da molti secoli, la Vergine è qui invocata e che tutti quanti a Lei ricorsero ebbero ascolto pietoso, ottennero grazie segnalate.




Abbiamo diffusamente ricordato il grande prodigio della peste nel sec. XIV. La processione votiva di ogni sabato, fino a molti anni tenuta, era la più evidente prova dell'assistenza della Madre divina sulla nostra città, che sempre, nei momenti più gravi a Lei ricorse, non mai invano.


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1848! Anno grande e tragico! La città, funestata dalle soldataglie austriache, correva seri pericoli di stragi. Era un gemito sotto l'incubo di maggiori guai con la guerra vicina. Speciali processioni impetratorie furono fatte al Santuario della Marcelliana. La città rimase incolume e salva ..


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1849. Desolazione colerica, portato dalle guardie di finanza austriache e subito il terribile morbo diffuso tra il popolo. Nessuna salvezza si poteva attendere dalle autorità austriache. Le precauzioni furono vane. La popolazione Monfalconese, come sempre, si recò alla Marcelliana, in devota processione, implorando il solito, immancabile soccorso dalla celeste Patrona. Il morbo cessò e la popolazione riconoscente donò come ricordo di gratitudine al Santuario l'altare delle sante vergini e martiri Agata, Apollonia e Lucia.


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1859. Un' altra pestilenza, ripetutasi nel '66, fu vinta ancora: per preghiera. Un grande quadro scomparso al Santuario, dietro l'altar maggiore, ricordava l'evento. Si vedeva il buon popolo della città in processione al Santuario. Notevole per la veduta della fisionomia vecchia della città ivi effigiata.


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1866. L'asiatico colera - fu vinto con preghiera ancora. Un'ancona alla Vergine "alla stanga vecia" indicava la grazia ottenuta. La guerra la ha distrutta.


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1866. Dei molti della città e Desena, militanti nell' esercito austriaco e dispersi sui campi di concentramento, nessuno perì. Ciò si deve per l'aver tutti invocato la Madonna Marcelliana, per universale affermazione. Un' ufficiale tedesco volle anzi venire a visitare il nostro Santuario, mosso dalla visibile protezione di Maria ai soldati monfalconesi, che "nel marzilio" l'invocarono. Il pio ufficiale lasciò un pregevole quadro, ora scomparso, del campo di battaglia e della sua fiducia e constatazione. Uno, pare di Aris, non volle ricordarsi della Marcelliana e morì sul campo, a testimonianza dell' ufficiale.


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Eugenio Macorin volle donare al Santuario un magnifico quadro votivo, tutto lavorato in finissima seta, eseguito in Cina dove nella guerra, attraverso gravissimi pericoli, rimase illeso per la protezione della B. V. Marcelliana.


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Ercole Savorani, unico superstite del naufragio del "Romagna" presso Rovigno, salvatosi col fìglioletto a nuoto nella terribile e tragica notte, tra le furie dei marosi, riconoscendo in ciò particolare grazia della Madonna Marcelliana, aveva appeso un peso di gratitudine.


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Caterina Colautti in Pauletig offre un quadro alla B. V. Marcelliana per lo scampato pericolo per lo stradone dei Bagni inseguita da un furibondo armato e minaccioso di uccisione.


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Antonio Saranz, perpetua nella pia consorte Teresa V. Saranz, la riconoscenza alla B. V. Marcelliana, per il grave pericolo scampato in un infuriamento di bovini, che lo buttarono a terra e lo calpestarono.


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Giovanni Andreossi, caduto in una profonda vasca di acidi corrosivi nella conceria di pellami in Monfalcone, per la pronta invocazione alla Madonna Marcelliana, rimase incolume e offre un quadro.


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Giovanni Lonzar, detto "Peloseto", caduto da fanciullo nella profonda fossa della linea ferroviaria, non riportò la più piccola frattura o dolore, grazie all'Invocazione del Padre Andrea alla nostra Madonna. Il quadro rendeva nota la grazia.


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Maria Magrin, precipitata nella roggia di S. Canziano ringrazia la Vergine Marcelliana della incolumità, donando un bellissimo quadro.


E chi può enumerare la lunga serie di quadri di riconoscenza che recano soltanto la semplice sigla "P. G. R." e sono i più numerosi? Chi poi può narrare le intime grazie, non espresse dal quadro o dal cuore d'argento, ma ugualmente ricevute dal trono di grazia, che è l'altare della nostra Madonna Marcelliana?
Chi scrive ben sa che le grazie elargite da Maria da questo Santuario, sulla città, nei secoli, di tutta la dolorosa storia, specialmente nei momenti più gravi delle tante guerre, non sono che episodi di un lungo, interminabile poema d'amore e di fede.
Chi scrive ha vissuta della vita intima del popolo monfalconese; ha sentito i palpiti di amore e le invocazioni sotto la furia infernale dei bombardamenti, nelle amarezze degli esigli troppo lunghi e lontani, nei momenti di ansia e di trepidazione ed ha potuto constatare quanto forte e tenace sia nel cuore del vero autentico monfalconese, nato il Santuario e la Rocca da monfalconesi, l'amore alla Regina Marcelliana.
Chi scrive ha provato ed ha esperimentato la bontà materna della Marcelliana nostra, e quale piccolo tributo di riconoscenza, al posto di un quadro di grazia ricevuta, con vero cuore di monfalconese, benché forzatamente lontano da questo caro Santuario, per lui divenuto il luogo più sacro, perché altare del primo Eucaristico Sacrificio - grazia specialissima di Maria SS. Marcelliana - offre alla Regina del Cielo questo piccolo tributo di riconoscenza. Poche pagine, ma scritte col cuore, scritte per i cuori del nostro buon popolo, che vede nel Santuario della Marcelliana, il tempio, l'ara delle grazie e dell'aiuto perenne di Maria.


don Enrico Marcon


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