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Giudizio dei papi

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FORMAZIONE, IL GIUDIZIO DEI PONTEFICI SUL RNS


La formazione nel RnS secondo Giovanni Paolo II.

Come non ricordare la storica udienza nell'anno dello Spirito Santo, 4 aprile 1998. In quella circostanza, il Papa ci spiegò in modo eloquente che cosa significa "formazione nel RnS". In questo discorso al RnS, Giovanni Paolo II definì la formazione «uno dei compiti più urgenti della Chiesa di oggi». E volle anche indicare quali sono gli obiettivi che la formazione nel RnS deve perseguire:«la scoperta sempre più chiara della propria vocazione».

Attualizzando: come ci si può dire "animatori o responsabili" se, pur chiamati dai fratelli a questo servizio, non si scoprono mediante una adeguata formazione tutte le caratteristiche, le sfide, le croci, il senso di questa vocazione comunitaria? Ricordiamo l'episodio del giovane ricco, andato alla scuola di Gesù. «Si riteneva pronto a seguirlo; ascoltando il Maestro se ne tornò a casa perché non era ancora pronto» (cf Mc 10, 17-22). «La fede muore quando è ridotta a costume, a consuetudine, a esperienza puramente emotiva». Un richiamo forte.

Il
RnS non è un movimento di "nostalgici sentimentali" o di "romantici canterini". È la formazione a dare alla nostra fede robustezza di pensiero e di ragioni, altrimenti muore o, al meglio, rimane devozionale, altro che carismatica. Quanti rimproveri - le sette maledizioni - Gesù rivolse agli scribi e ai farisei, che avevano ridotto la legge del Signore ad un fatto esteriore, ad un'usanza, senza l'intelligenza dell'amore (cf Mt 23, 13-32).
«La fede ha bisogno di essere coltivata, aiutata a crescere, sia a livello personale che comunitario»."
Coltivare la fede e aiutarla a crescere": questa è una efficacissima definizione della parola "formazione". La vita dell'uomo è come un campo. Va sempre arato; continuamente falciato perché le erbacce, che sempre cresceranno, non soffochino il seme buono. Così è della formazione: non si fa una volta per tutte, ma va coltivata sia a livello personale, che comunitario. «Ciascuno stia attento a come costruisce» (1Cor 3, 10b) è l'ammonimento di S. Paolo.

Quindi, concludendo la sua riflessione, il Santo Padre espresse la sua stima per noi:«
So che il RnS si prodiga per rispondere a questa necessità [della formazione], cercando forme e modalità sempre nuove e più adatte alle esigenze dell'uomo di oggi. Vi ringrazio per quello che fate e vi chiedo di perseverare nel vostro impegno».

1998: viene "riconosciuto" il valore ecclesiale della nostra formazione. Nell'anno 1998, dedicato allo Spirito Santo, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha riservato una speciale attenzione al Rinnovamento, offrendo 4 memorabili discorsi nei quali si può riscontrare un denominatore comune, un motivo conduttore che sempre ritorna. Si tratta, per l'appunto, del concetto di formazione.
«Uno dei compiti più urgenti della Chiesa è quello della formazione dei fedeli laici... Ha come obiettivo fondamentale la scoperta sempre più chiara della propria vocazione e la disponibilità sempre più grande a viverla nel compimento della propria missione. Questa deve pertanto essere una delle vostre priorità... è un compito più urgente che mai...
So che il RnS si prodiga per rispondere a questa necessità, cercando forme e modalità sempre nuove e più adatte all'uomo di oggi. Vi ringrazio per quello che fate e vi chiedo di perseverare nel vostro impegno» (Udienza al RnS, Città del Vaticano, 4 aprile 1998). «Nel nostro mondo, si avverte con urgenza la necessità di un annuncio forte e di una solida e approfondita formazione cristiana. Quale bisogno vi è oggi di personalità cristiane mature, consapevoli della propria identità battesimale, della propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo!
Nella formazione cristiana curata dai movimenti non manchi mai l'elemento di questa fiduciosa obbedienza ai Vescovi, in comunione con il Successore di Pietro! Inserite le vostre esperienze nelle chiese locali e nelle parrocchie, rimanendo sempre in comunione con i Pastori e attenti alle loro indicazioni» (Vigilia di Pentecoste con i Movimenti, Piazza San Pietro, 30 maggio 1998).
«Appartenete a un movimento ecclesiale. La parola "ecclesiale" è più che semplicemente decorativa. Essa implica un compito preciso di formazione cristiana e una profonda convergenza tra fede e vita. La fede entusiastica che anima le vostre comunità è un grande arricchimento, ma non è sufficiente. Deve essere accompagnata da una formazione cristiana che sia solida, ampia e fedele al magistero della Chiesa» (Discorso del Papa alla Fraternità Carismatica Cattolica Internazionale, Città del Vaticano, 1 giugno1998).
«Da una solida formazione deriverà una spiritualità profondamente radicata nelle fonti della vita cristiana e in grado di rispondere alle domande cruciali poste dalla cultura di oggi» (Discorso del Papa ai leader internazionali del Rinnovamento, Aula Paolo VI, 30 Ottobre 1998).



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