Vai ai contenuti

Menu principale:


cronaca del XX secolo

Il SANTUARIO > Un po' di storia

Appunti per una storia da non dimenticare: Monfalcone, il rione di Panzano, il Cantiere Navale, la Marcelliana.



A Monfalcone, nella zona di Panzano, ricostruita più volte per demolizioni dovute a vetustà o a causa delle periodiche incursioni cui è stata soggetta la nostra terra, è ancora oggi presente la chiesa della Marcelliana.
Da tempi antichissimi chiesa parrocchiale, poi fino alla fine dell'800 santuario fuori dalle mura della città di Monfalcone e, con la nascita del Cantiere navale, un centro pastorale. Oggi Santuario e Parrocchia.

I fratelli Cosulich nel fondare il Cantiere Navale (1908), sull'esempio di analoghi modelli attuati in altre parti d'Europa, per garantirsi in maniera stabile la mano d'opera necessaria per il Cantiere, decisero di costruire attorno alla fabbrica anche un villaggio dove ospitare stabilmente i lavoratori e le loro famiglie che qui dovevano lavorare.
Iniziato nel 1908 il villaggio con circa 900 alloggi e tutta una serie di servizi sociali e ricreativi, ospiterà oltre 4000 persone. Verrà inaugurato nel 1927. A differenza di quanto realizzato a Monfalcone nell'analogo villaggio della Solvay nello stesso periodo, la costruzione di una chiesa non è prevista, forse perché già presente sul posto il santuario della Marcelliana.

La nascita del Cantiere Navale fu accolta con diffidenza dal movimento cattolico di allora. Fortemente radicato nel mondo contadino non aveva valutato l'enorme impatto che questa realizzazione avrebbe avuto nel tempo, nel bene e nel male, e quindi di vederla con altra considerazione.
La preoccupazione era che la creazione di un grande agglomerato di lavoratori fortemente influenzato da una presenza socialista, allora molto viva e connotata da un virulento anticlericalismo, fosse più di danno che di utile per le persone che sarebbero affluite dalla campagna nel nuovo complesso industriale.
Comunque, fin dalla nascita del Cantiere si pone alle autorità ecclesiastiche il problema religioso che si presentava estremamente urgente data la nascita di questa nuova e grossa realtà. Infatti nel 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale, l'Arcivescovo di Gorizia Francesco Borgia Sedej affidava ai Padri del Cuore Immacolato di Maria (Padri spagnoli) la cura d'anime del rione che stava nascendo attorno al Cantiere.
I "Padri spagnoli" rimangono alla Marcelliana fino al 1925. Ad essi subentra don Ferdinando Tonzar (don Nando), cooperatore a S.Ambrogio, che rimarrà fino al 1927, quando su richiesta del parroco di allora mons. Giovanni Battista Mazzi, il Santuario della Marcelliana viene affidato ai frati Francescani veneti della Provincia di S.Antonio, tuttora presenti.

Per tappe successive la Marcelliana diventerà oltre che Santuario anche "Curazia indipendente" (1944) e poi, dal 1971, Parrocchia e, pur conservando le caratteristiche del Santuario, sviluppa una intensa attività pastorale e spirituale che ha avuto una notevole benefica influenza anche ben oltre il campanile. Per la specifica caratteristica di santuario la Marcelliana è stata da sempre anche un importante punto di riferimento per gli abitanti dei paesi del mandamento di Monfalcone, non soltanto per la partecipazione alle diverse celebrazioni, la più sentita la festa della Natività della B.V. Maria dell'8 settembre, ma anche per la vita religiosa personale: " 'ndemo a confessarse alla Marziliana" è il detto dei fedeli bisiachi.

Nel 1923 alla Marcelliana viene fondato il primo reparto Scout di Monfalcone ad opera di Piero Visintini, Giovanni Bullesi e Giovanni Marassi con l'assistenza spirituale di Padre Angelo Vignola dei Padri spagnoli.
Per aiutare i numerosi poveri del rione, nello stesso periodo sorgerà anche la San Vincenzo che vedrà protagonisti, fra gli altri, il venerabile Egidio Bullesi dipendente dal Cantiere come tracciatore navale e il seminarista Giovanni Diodato, poi sacerdote, parroco e direttore spirituale del seminario diocesano, e la giovanissima Bruna Fonda, recentemente scomparsa all'età di 102 anni.

Ma la comunità della Marcelliana conoscerà un grande sviluppo con l'arrivo dei francescani e con il grande e appassionato impegno ventennale di Padre Alessandro Bott, naturalmente sostenuto dai superiori dell'Ordine. A lui infatti si deve la costruzione del nuovo convento e la lunga battaglia per il riconoscimento della Marcelliana come parrocchia del quale peraltro non ha potuto vedere la conclusione.

Nasce la Gioventù Francescana che nel 1937 si trasformerà in Azione Cattolica, segno di un maggiore inserimento nella realtà diocesana. Primo presidente è Agostino Cretti arrivato a Monfalcone dal bergamasco come marinaio e dipendente poi del Cantiere come operaio saldatore. Diventerà poi Padre Paolo e, rientrato a Monfalcone nel 1948 dopo completati gli studi ed essere consacrato sacerdote, come cappellano del lavoro darà un forte impulso alla presenza religiosa nelle fabbriche monfalconesi. Nasce anche il Terz'ordine Francescano.

Durante il periodo di guerra e negli anni subito dopo gli ambienti di lavoro sono fortemente ideoligizzati. La presenza del Partito comunista che durante il fascismo aveva svolto una intensa propaganda politica svolge ora un'intensa propaganda antireligiosa per cui si pone alla Chiesa anche il problema della difesa e della promozione della vita di fede dei lavoratori. La Marcelliana si assume quindi l'ulteriore, importante compito di sostenere una presenza cristiana negli ambienti di lavoro.

Già durante la seconda guerra mondiale aveva iniziato la propria opera nell'ambito delle fabbriche monfalconesi l'ONARMO (Opera Nazionale Assistenza Religiosa e Morale Operai). Primo cappellano del lavoro è Padre Aurelio Barbone. Fortemente ostacolato dalle rappresentanze di fabbrica di allora, con tenacia riuscirà a superare tante ostilità ed aprire qualche varco.
Con l'arrivo di Padre Paolo, nel 1948, i tempi sono migliorati e la presenza cristiana in Cantiere, che allora impiegava oltre 10.000 lavoratori, può diventare più significativa. Padre Paolo riesce a sensibilizzare i tanti lavoratori cristiani provenienti in gran parte dalle associazioni di Azione Cattolica dei diversi paesi del mandamento e della bassa friulana.

Nasce la San Vincenzo Aziendale, prende corpo il Servizio di Assistenza sociale, viene fondata l'attività delle "Relazioni Umane", viene sviluppata una intensa opera formativa con conferenze e ritiri ai quali partecipano numerosi lavoratori, specialmente giovani.
Grande successo il ritiro di una sessantina di giovani lavoratori a Villa Pia presso il lago di Orta e la partecipazione di centinaia di lavoratori alle tante gite pellegrinaggio a Loreto, Assisi, Roma, ecc.

Con la Cooperativa di Brescia "La Famiglia" sotto l'egida dell'ONARMO vengono costruite a Staranzano diverse case di abitazione ed un condominio.
Il Cantiere, alla Marcelliana, è presente anche nella tante celebrazioni, nelle preghiere della comunità: "Proteggi il Cantiere o madre del ciel", recita l'inno dedicato alla Madonna Marcelliana con parole di Mons. Marcon e musica del maestro Ermanno Rocco, e ancora "Assisti e santifica le famiglie e in modo particolare gli operai del Cantiere". Gli stessi orari delle S.Messe tengono conto anche dei lavoratori del Cantiere provenienti da tutto il mandamento e che possono frequentare la chiesa.

La seconda guerra mondiale lascerà un segno profondo nel villaggio di Panzano. I numerosi bombardamenti distruggeranno, oltre a importanti strutture ed impianti del Cantiere, anche molte case costringendo gli abitanti a un massiccio "sfollamento" nei paesi vicini, dando vita ad una grande opera di solidarietà da parte di quelle popolazioni, opera dimenticata ma che andrebbe ricordata in modo particolare.

In questa situazione la Comunità della Marcelliana è fortemente impegnata nel campo dell'assistenza che si concretizza con la costituzione del "Segretariato della carità francescana" che si fa presente con la distribuzione di pasti e con l'accoglienza in Convento, nei momenti di maggiore emergenza, di numerose famiglie rimaste senza abitazione a seguito dei bombardamenti. Anche le salme di numerosi morti colpiti dai bombardamenti verranno pietosamente raccolte e deposte nel teatrino della Marcelliana. Emerge in questa circostanza la figura di Padre Isidoro Moro detto "padre Vicario".

Nel 1966 viene inaugurata la "Casa della Gioventù". Con questa realizzazione la Parrocchia consolida la sua presenza nel rione di Panzano con una attenzione soprattutto al mondo giovanile ma anche per significative attività sociali e di assistenza. Difatti nella occasione del terremoto del 1976 del Friuli ospiterà anche numerose famiglie di terremotati. Nella Casa della Gioventù troveranno la sede le diverse associazioni, il Consiglio Pastorale e la Caritas che nel 1981 subentrerà al "Segretariato della carità francescana" sempre con l'obiettivo di un maggior inserimento nella realtà diocesana.
Nella Casa della Gioventù verrà pure ospitata, agli inizi della fondazione, la Cooperativa sociale "Insieme", sorta nell' ambito del movimento giovanile presente alla Marcelliana (Azione Cattolica ed Agesci) e tuttora operante in città.

Sul villaggio operaio di Panzano sono stati fatti molti studi e ricerche, come appare anche dalla bibliografia di seguito elencata, anche perché si tratta di una esperienza, certamente oggi superata, ma che ha avuto nell'800 e primi anni del '900 un grande significato, tanto che oggi alcuni modelli di questi villaggi (vedi Crespi d'Adda) sono considerati beni di interesse europeo. Anche in occasione del suo centenario di fondazione, nel 2008, sono stati presentati diversi risvolti della vita del Cantiere, ma il problema religioso che pur ha costituito un importante componente della vita del villaggio operaio non è stato neanche accennato, invece presente se pur in forme diverse alla Marcelliana e quindi nel rione di Panzano e nel Cantiere Navale e, si può dire, con riflessi importanti nell' intera diocesi.
Di questa presenza che si rivela oggi come un fiume, a completamento di quanto sopra accennato, mi è parso importante raccogliere i tanti rivoli, che andrebbero evidentemente sviluppati uno per uno, per costruire la storia di questa comunità, sorta nel cuore del villaggio di Panzano, fra una popolazione formata da persone che, provenendo da diversi luoghi del nostro paese (dai paesi limitrofi, dall'Istria, dal Friuli, dal Veneto, dal Meridione), si sono amalgamate grazie al comune lavoro in Cantiere e nella vita del villaggio ma anche alla presenza di un significativo luogo di intensa vita religiosa.

Nino Fragiacomo

Bibliografia:

- Il privilegio di Ottone I (967) di Silvio Domini
- Ragguaglio geografico-storico del territorio di Monfalcone
di B.Asquini
- Monfalcone e il suo territorio
di Giacomo Pocar
- Giuseppe Bugatto il deputato delle "Basse"
di Italo Santeusanio
- La città di Monfalcone
di mons. Enrico Marcon
- Memorie del Santuario della Marcelliana
di mons. Enrico Marcon
- ASCI Monfalcone l°
di don Pino Deluisa
- Egidio Bullesi
di G.Navone
- Fabbrica e comunità a Monfalcone
di Silvia Fragiacomo
- La grande fabbrica la piccola città
di Paolo Fragiacomo
- Il villaggio operaio di Panzano a Monfalcone
di Schiavo-Gherghetta
- Da quarant'anni i Padri francescani alla Marcelliana
di Padre Teofano Pietrobelli
- L'antifascismo operaio fra le due guerre
di Galliano Fogar
- Dalla Marciliana alla Marcelliana di Ciro Frittita
- I bombardamenti aerei di Monfalcone 1944 - 1945
di Carlo Alberto Borioli
- Padre Paolo Cretti o.f.m. a Monfalcone -
Testimonianze di amici
- Ezio Bottegaro uomo del nostro tempo testimone del Cristo -
Testimonianze di amici
- Profili di persone diverse della Marcelliana o che operarono alla Marcelliana (Mirano Lorenzon, Matteo Radossi,Luisa Anastasia, Dolores Forchiassin, Bruna Fonda, Maria Radolli, Padre Bruno Basilisco, Luisa Levi, Giovanni Calligaris, Ermanno Rocco, Giovanna e Alberto Visintin, Piero Visintini, Giovanni Bullesi, Giovanni Marassi)
- Storia e memoria di Panzano
di Covaz, Benussi, Malusà,Valcovich
- Le abbiamo fatte noi
di Roberto Covaz
- I Santuari della Diocesi
Articolo di Candido Colautti


Torna ai contenuti | Torna al menu