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Bernardino da Siena

Il SANTUARIO > I SANTI FRANCESCANI

Bernardino da Siena (1380-1444) nella rappresentazione del Pegrassi, ha lo sguardo intenso, quasi severo che richiama la sua opera di riformatore dei francescani osservanti; tende una mano nell'atto di richiamare l'attenzione, mentre l'altra è saldamente ancorata sul disco con il trigramma del Nome di Gesù.

Bernardino aveva ideato quel simbolo dai colori vivaci perché fosse posto in tutti i locali pubblici e privati, sostituendo blasoni e stemmi delle famiglie e delle varie corporazioni spesso in lotta tra loro.

L'uso del trigramma gli aveva procurato accuse d'eresia e idolatria, specie dagli Agostiniani e Domenicani. Bernardino da Siena dovrà rispondere a ben tre processi (1426, 1431, 1438) attraverso i quali dimostra serenamente la sua limpida ortodossia.

Bernardino è nato a Massa Marittima, dalla nobile famiglia senese degli Albizzeschi, ancora bambino rimane orfano di entrambi i genitori, riuscendo tuttavia a sviluppare un carattere schietto e deciso, aperto a cogliere il senso umoristico delle situazioni.

Durante la sua giovinezza fa del "volontariato" e per quattro mesi si dedica ad assistere gli appestati, ne rimane contagiato. Guarito assiste per un anno la zia Bartolomea diventata cieca e sorda e quindi decide di entrare tra i Frati Minori Osservanti. (8 settembre, 1402).

Si dedica allo studio dei grandi teologi, raccogliendo e studiando soprattutto materiale ascetico, mistico, senza però perdere il contatto col mondo contadino ed artigianale che gli vive intorno.

Impara a predicare per farsi comprendere dalla gente del popolo, usa un linguaggio limpido espressioni ed immagini argute e vivaci, racconti, parabole, aneddoti che attraggono l'attenzione della gente semplice, affibbiava soprannomi e cerca anche di far anche divertire chi l'ascolta, canzonando superstizioni, mode e vizi, sa comprendere le debolezze umane, ma si mostra intransigente con gli usurai.

Il dire chiaro e breve non andava disgiunto per lui dal dire bello. In quell'epoca d'umanisti e splendide corti signorili, Bernardino percorre tutta l'Italia come predicatore e dopo i suoi lunghi viaggi torna al silenzio del convento, per rifare il necessario equilibrio tra azione e contemplazione e scrivere i "Sermoni latini".

I suoi scritti su Maria sono carichi di citazioni della Bibbia, come se le parole umane non gli bastassero a dire ciò che contempla di lei con gli occhi della fede.

Elabora in tre punti un'interessante tesi sulle ragioni della creazione: la comunicazione dell'amore di Dio fuori di sé; l'esaltazione del Verbo fatto uomo; la glorificazione di Dio attraverso il Figlio.

La sua teologia disegna un circolo d'amore che, partendo dalla Trinità raggiunge le creature attraverso Cristo e, sempre attraverso di lui, torna alla Trinità.


In questo circolo d'amore Maria ha un suo posto fondamentale, essendo co-protagonista del progetto di Dio sul mondo. Negli scritti di Bernardino Maria è vista come primogenita delle creature, pensata dall'eternità per essere la Madre di Dio.
Il Padre la predestinò come Vergine degnissima, il Figlio la elesse per Madre, lo Spirito Santo la preparò come sede di tutte le grazie (22).

Il figlio di Dio è Luce da Luce, ma anche figlio di una donna entro le coordinate del tempo; egli s'incarna per portare a compimento la creazione e Maria, dandolo alla luce, è unita a lui.

Tutti gli enti cercavano di raggiungere un solo ente nobilissimo; in breve tutte le creature cercavano di raggiungere uno creato ottimo. Così che agli esseri imperfetti si provvide all'universo una donna benedetta sopra tutti, col cui unico suo parto portò ad ogni generazione la somma e ultima perfezione. (idem)


Secondo Bernardino da Siena, lungo tutta la storia della salvezza, scritta da Dio insieme all'uomo, dall'Antico al Nuovo Testamento, tra luci e ombre, Maria è sempre presente.

Per questa nobile creatura Dio salvò i progenitori dalla loro prima trasgressione (Gn 3), Noè dal diluvio (Gn 7); Abramo da essere ucciso dal re Chedorlaomer (Gen 14); Isacco da Ismaele (Gn 27); Giacobbe da Esaù (Gn 12); il popolo giudeo dall'Egitto e dalla mano dell'empio Faraone (Es 12); e dal Mar Rosso (Es 14); dal deserto (Es 32) dalle mani di re tiranni e di Nabucodonosor (Dn 3); dalla schiavitù a Babilonia (is 13); ... tutte le liberazioni e le indulgenze fatte nell'Antico Testamento non dubito che Dio le abbia fatte solo per reverenza e rispetto di questa benedetta fanciulla.

Dio ab aeterno nella sua predestinazione la designò prima di tutte le sue opere. (idem)

Maria rappresenta l'attesa dall'umanità, perché in lei si compiono le promesse fatte agli antichi padri. E quando giunse la pienezza del tempo, Dio fu rapito dalla bellezza della Donna che lui stesso aveva creato.

Pertanto il Signore si lamentò della beata Vergine dicendo "Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, sposa mia, tu mi hai rapito il cuore" (Cant. 4,9); dove la glossa dice: per amor tuo assunsi la carne, e alle prime ferite in croce hai rapito il mio cuore. Infatti, fu la primogenita del suo Figlio: venne di più nel mondo per redimere lei, che per ogni altra creatura. (idem)

Il suo essere Theotokos, Madre di Dio, eleva la Vergine al più alto stato cui mai sia stato innalzato un essere vivente, e riceve tutti di doni che potevano essere riversati in una creatura.

Tutta la santa Chiesa è debitrice alla Vergine Madre, perché fu stimata degna di ricevere Cristo per mezzo di lei (idem)




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