SANTUARIO B. V. MARCELLIANA


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articolo 23.9.2011

I FRATI SE NE VANNO?

Marcelliana, l'arcivescovo corre in aiuto
L'appello dei parrocchiani, disperati per il trasferimento dei frati: «Ci appelliamo alla Diocesi, non toglieteci i francescani»


Armati di quella sublime fede che tante volte hanno sentito invocare dal pulpito, i parrocchiani ora si appellano all'arcivescovo. E lui, monsignor Dino De Antoni, senza indugio promette aiuto. L'ipotesi che i francescani della Marcelliana siano sfrattati (non sembri eccessivo il lessico, poiché fotografa le intenzioni) per la crisi nelle vocazioni sacerdotali, ormai trasversale a tutti gli ordini, è considerata addirittura apocalittica dai residenti di Panzano.

Impossibile immaginare che il Santuario della Beata vergine, punto di riferimento della comunità da oltre mille anni e la più antica delle testimonianze di fede cristiana sul territorio, possa perdere la propria autonomia, restando sprovvista di frati. Incredibile pensare che i tanti progetti imbastiti negli anni (l'attività della Caritas, l'ospitalità domenicale ai poverelli, l'atteso asilo notturno per indigenti) non vedano più la gestione degli amati religiosi in sandali e saio. Eppure, anche se una decisione ufficiale ancora non c'è, il futuro indica proprio questo: l'accorpamento con la parrocchia di largo Isonzo.

La notizia, diffusasi ieri in un baleno, ha gettato il quartiere operaio in allarme. Una mesta catena di fedeli ha bussato alla porta della canonica dei frati, per chiedere lumi, esprimere solidarietà, annunciare petizioni. «Sono numerose le attestazioni di stima che ho ricevuto - riferisce il parroco Giovanni Vicentini - e in tanti mi hanno fermato per strada per chiedermi se, effettivamente, c'è il rischio che Panzano resti senza frati. Insomma, ho assistito a una levata di scudi e so che un gruppo di parrocchiani si recherà dall'arcivescovo per chiederne l'intercessione».

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Dalla Diocesi di Gorizia, l'arcivescovo De Antoni sottolinea che «la questione dei frati della Marcelliana è aperta e al momento non vi è una soluzione definitiva», tuttavia c'è «l'impegno a farsi interpreti delle esigenze del territorio e dell'attaccamento manifestato dai parrocchiani». «Il problema - esordisce il portavoce dell'arcivescovado - è quello del calo delle vocazioni, che riguarda in via generale tutti gli ordini religiosi e non solo quello della Marcelliana. Basti osservare quanto sta accadendo a Gorizia, da dove il prossimo 2 ottobre i gesuiti, da quattro secoli in città, saranno costretti ad andarsene. La riflessione che si pone adesso, per quanto riguarda la parrocchia monfalconese, è quello di capire verso quali strutture indirizzare l'apostolato nei prossimi anni». «Vale la pena sottolineare, comunque, che del problema della Marcelliana si discute da tempo ma non vi è, a differenza dei gesuiti, una soluzione imminente - aggiunge -. La questione è all'attenzione del vescovo, che ha ben presente l'importanza che i frati rivestono per la comunità monfalconese e, in particolare, per il rione operaio di Panzano: senz'altro, per quanto possibile, si farà portavoce delle richieste dei parrocchiani ai superiori dell'ordine dei francescani minori a Venezia, ma è a questi ultimi che spettano le decisioni finali». Quanto alle attività, come quella della Caritas o il futuro dormitorio per indigenti, nel caso in cui i frati spariscano «sarà richiesto un maggiore impegno e una pìù assidua presenza ai laici e ai volontari delle associazioni».

A Monfalcone i francescani attualmente sono sei (quattro sacerdoti e due fratelli laici), di cui quattro sopra gli 80 anni: numeri troppo esigui per assicurare il mantenimento dell'ordine conventuale. L'alternativa al trasferimento dei padri sarebbe chiudere il Santuario di Barbana, ma la strada non è percorribile, poiché quella presenza non è ritenuta sacrificabile, al pari quelle a Trieste e Gemona. Non sarebbe la prima volta, comunque, che la città dei cantieri assiste alla perdita di un ordine religioso: l'ultima fu quella delle suore che gestivano l'asilo di via Roma. Un'altra bella pagina sparita per sempre.

Tiziana Carpinelli


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