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23 settebre: il saluto del Parroco

Il SANTUARIO > Un po' di storia > l'addio ai frati

Ringrazio S.E. il vescovo, il nostro provinciale padre Antonio, il sindaco di Monfalcone Silvia Altran per le belle parole.

Due anni intensi e troppo brevi, iniziati con il vivo entusiasmo di ridare slancio a questa parrocchia della Marcelliana. Sei frati, ognuno nel proprio ruolo: chi nel confessionale, chi nello spezzare la parola, chi nella cura della chiesa, chi, umile e nascosto, è stato segno tipico e figura di frate minore e chi, a tempo pieno, si è dedicato alla cura pastorale ospedaliera.

Un grazie davvero sentito, quindi, da parte mia e dei miei confratelli, a tutti i parrocchiani che hanno trovato conforto nella nostra pastorale, così come agli amici che ci hanno aiutato nelle nostre vicissitudini quotidiane; tra questi, un grazie quanto mai particolare a quei collaboratori che hanno continuato a sostenerci e a volerci bene.

Ma so che i frati non stanno a cuore solo ai devoti della Marcelliana. Numerose infatti le persone che, pur non essendo proprio, come si dice, “di chiesa”, hanno voluto dimostraci il loro dolore e la loro stima quando si è saputo che avremmo dovuto lasciare Monfalcone. E questa è la prova ulteriore di quanto la presenza dei religiosi sia importante nel tessuto sociale di una comunità.

Vogliamo quindi assicurare i fedeli della Marcelliana del nostro continuo ricordo nella preghiera. In particolar modo, vogliamo pregare perché la nostra partenza non sia vissuta come una sciagura, bensì come un’opportunità di crescita. Spesso Dio Padre si serve di questi “strappi” quando vuole farci fare un salto di qualità; per noi che li viviamo è doloroso e alle volte perfino incomprensibile, ma quando siamo riusciti ad oltrepassare le rapide e ci troviamo infine sull’altra sponda, ecco che scopriamo quanto il nuovo mondo sia più bello ancora di quello che ci siamo lasciati alle spalle.

Anche per noi frati questo è un passaggio difficile. Non solo a livello personale: va da sé che è dura separarsi dalle persone che ci sono diventate care, magari siamo stati loro vicino nelle loro difficoltà e ora questa separazione potrebbe essere vissuta come un abbandono. Purtroppo nella nostra specifica vocazione di frati minori vi è comunque questo carattere itinerante che ci porta a non mettere mai radici in un luogo, e voi lo sapete benissimo: non è certo la prima volta che vi siete dovuti separare da singoli frati e i frati da voi.

Se siamo costretti a lasciare la Marcelliana è perché il nostro ordine e non solo lui, è in crisi e non ci è più umanamente possibile mantenere tutti i nostri conventi, e purtroppo è una tendenza destinata ad aggravarsi nei prossimi anni. A quanto pare, la sofferenza che stiamo vivendo deve chiamarci tutti, religiosi e laici, a un severo ripensamento del nostro essere cristiani.

Ricordiamo però la cosa più importante: Dio è nostro Padre e non permetterà mai che il vuoto prenda il sopravvento, che le belle esperienze di vita nel suo amore vadano perdute. E quelle vissute qui alla Marcelliana certo rientrano nella categoria, ne siete prova voi tutti qui presenti, accorsi numerosi a manifestarci la vostra riconoscenza.

Continuate, quindi, anzi: crescete in questo amore, manifestatelo sempre nella partecipazione ai sacramenti e nella quotidiana gioia di vita per tornare a contagiare Monfalcone con la “perfetta letizia”.
Così, pur lontani, saremo vicini nel diffondere Cristo.

Pace e bene!



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