SANTUARIO B. V. MARCELLIANA


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6° Domenica di Pasqua

Liturgia della Domenica 2011 > Pasqua

Grado della Celebrazione: DOMENICA - Anno A
Giorno: 29 maggio 2011
Colore liturgico:
Bianco


La liturgia ci prepara al dono per eccellenza, lo Spirito Santo. Ravviviamo questo dono che abbiamo ricevuto nel Battesimo, nella Confermazione, nell'Eucaristia e nella Penitenza. Abbiamo bisogno del fuoco che brucia le nostre colpe e del fuoco che scalda la freddezza delle nostre vite.

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Prima Lettura (dagli Atti degli Apostoli 8, 5-8 ).
Pietro e Giovanni comunicano a coloro che hanno ricevuto il Battesimo dal diacono Filippo il dono dello Spirito Santo attraverso l'imposizione delle mani.

Salmo responsoriale (Sal 65/66,1-7.16.20).
Dio opera in tutte le realtà, e in tutti popoli della terra. Per questo cantiamo con gioia questo salmo:

Acclamate Dio, voi tutti della terra.


Seconda Lettura (dalla 1^ Lettera di San Pietro apostolo 3, 15-18).
Pietro parla della condotta dei cristiani di fronte ai persecutori. La vita santa dei cristiani è l'efficace apologia del cristianesimo.


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Dal Vangelo secondo Giovanni - Gesù promette lo Spirito Santo. (14, 15-21)

«Pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Paraclito». Lo Spirito è il dono del Padre, dato mediante la preghiera del Figlio. Per accogliere il Paraclito o "Consolatore" è necessaria la fede, altrimenti non lo si vede né lo si conosce.



…“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
15«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti;
16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre,
17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.

18Non vi lascerò orfani: verrò da voi.
19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.
20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».” ...


Se mi amate osserverete i miei comandamenti. Nessuna minaccia, nessuna costrizione, puoi aderire e puoi rifiutarti in totale libertà: Gesù, uomo libero, parola liberante. Se mi amate osserverete... Gesù non impone: «Dovete osservare». Non si tratta di una ingiunzione, ma di una constatazione: quando ami accadono cose, lo sappiamo per esperienza: tutte le azioni si caricano di gioiosa forza, di calore nuovo, di intensità inattesa. Lavori con slancio, con pienezza, con facilità, come il fiorire di un fiore spontaneo. Osserverete i comandamenti miei. La costruzione della frase pone l'accento su miei. E miei non tanto perché dettati da me, ma perché da me vissuti, perché mia vita. Non si tratta di osservare i 10 comandamenti, ma la sua vita! «Se mi ami, osservi la mia vita. Se mi ami, diventi come me!» Amare trasforma, uno diventa ciò che ama, le passioni modificano la vita. Se ami Cristo, lo prendi come misura alta del vivere, per acquisire quel suo sapore di libertà, di mitezza, di pace, di nemici perdonati, di tavole imbandite, di piccoli abbracciati, di relazioni buone che sono la bellezza del vivere. Per sette volte nei sette versetti di cui è composto il brano, Gesù ribadisce un concetto, anzi un sogno: unirsi a me, abitare in me. Lo fa adoperando parole che dicono unione, compagnia, incontro, in una specie di suadente monotonia: sarò con voi, verrò presso di voi, in voi, a voi, voi in me io in voi.


Uno diventa ciò che lo abita! Gesù cerca spazi, spazi nel cuore, spazi di relazione. Cerca amore. E il Vangelo racconta la passione di unirsi di Gesù a me usando una parola di due sole lettere in: io nel Padre, voi in me, io in voi. Dentro, immersi, uniti, intimi. Tralcio unito alla madre vite, goccia nella sorgente, raggio nel sole, scintilla nel grande braciere della vita, respiro nel suo vento. Gesù ribadisce che l'amore suo è passione di unirsi a me. E questo mi conforta: che io sia amato dipende da Lui, non da me; l'uomo può anche dire di no a Dio, ma Dio non può dire di no all'uomo. Tu puoi negarlo, lui non potrà mai rinnegarti. Infatti: non vi lascerò orfani. Non lo siete ora e non lo sarete mai, mai orfani, mai separati. La presenza di Cristo in me non è da conquistare, non è da raggiungere, non è lontana. È già data, è dentro, è indissolubile, fontana che non verrà mai meno. E infine l'obiettivo di Gesù: Io vivo e voi vivrete: far vivere è la vocazione di Dio, Gesù è venuto come intenzione di bene, come donatore di vita in abbondanza (Gv 10,10). La sua è anche la nostra missione: essere tutti nella vita datori di vita.

da un articolo di P. Ermes Ronchi

UN PANE PER AMOR DI DIO

IN FONDO ALLA CHIESA È SEMPRE PRESENTE UN CESTO PER LA RACCOLTA DI ALIMENTI PER I POVERI; PRIMA DI RECARTI ALL’ALTARE DEPONI ANCHE TU L’OFFERTA!

La Preghiera
di ROBERTO LAURITA

Vivere in relazione con Te, Gesù,
non significa accontentarsi di belle idee,
di principi che entusiasmano,
di parole piene di saggezza,
di professioni di fede colme di luce.

Tu ci chiedi di mettere alla prova
la nostra relazione con Te,
di verificarne l'autenticità
con un criterio semplice, ma sicuro.

Tu ci domandi, infatti, di accogliere i Tuoi comandamenti,
di realizzarli, giorno dopo giorno,
nelle scelte che costellano il nostro percorso quotidiano,
con atteggiamenti concreti
che rivelano la fedeltà a quanto Tu ci hai insegnato.

È così, infatti, incarnando le tue parole, anche quelle più esigenti,
nella nostra storia, individuale e comunitaria,
che noi permettiamo al Tuo amore di modellarci,
di trasformarci proprio come fa un vasaio con la sua argilla.

È così che il Tuo Spirito
agisce in modo discreto, ma efficace,
liberandoci da quanto risulta non conforme al Vangelo
e portando a maturazione ogni seme deposto in noi.

O Signore Gesù,

in un contesto storico di violenze,
indifferenza e egoismo,
tanti uomini e donne del nostro tempo
si sentono "orfani"
del comandamento più importante
che Tu stesso ci hai donato:
l'Amore!
Questo sentimento così prezioso,
così grande e immenso,
sia condiviso fra tutti gli uomini
e non conosca confini
geografici, sociali, politici o religiosi.


Letizia Battaglino




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