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Liturgia della Domenica 2012 > Tempo Ordinario
29 Gennaio 2012
4a Domenica T.O.
"Un insegnamento nuovo, dato con autorità"
Nel Vangelo Gesù più volte dimostra che è venuto a cacciare il demonio e vincere il suo potere. Il miracolo compiuto da Gesù indica che la sua vittoria diventa, per Sua grazia, la nostra vittoria.
Oggi è la giornata mondiale per i malati di lebbra
Prima Lettura (dal libro del Deuteronòmio 18, 15-20).
Mosè parla al popolo in nome di Dio e annuncia la venuta di un uomo di Dio, di un profeta che parlerà con autorità e per questo dovrà essere ascoltato.
Salmo responsoriale (Sal 24/25, 4-9).
Il salmista ci invita a dare importanza alla parola di Dio quale fondamento del nostro comportamento nella vita quotidiana. Per questo cantiamo:
Ascoltate oggi la voce del Signore!
Seconda Lettura (dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Corìnzi 7, 32-35).
San Paolo ricorda che sia il celibato che il matrimonio devono essere una scelta d’amore. Ognuno però ha il suo dono da Dio. Si tratta di scoprirlo e fare la sua volontà
Dal Vangelo secondo Marco Gesù guarisce e predica. (1,21-28)
Gesù con autorità libera un uomo posseduto da uno spirito immondo. Cristo il liberatore dalle forze del male, ci rende forti nella professione della nostra fede.
…“In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».
E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.”...
ÿ+ÿ
Questo Vangelo ci riporta la freschezza della sorgente, lo stupore e la freschezza dell'origine: «la gente si stupiva del suo insegnamento». Come la gente di Cafàrnao, anche noi ci incantiamo ogni volta che abbiamo la ventura di incontrare qualcuno con parole che trasmettono la sapienza del vivere, una sapienza sulla vita e sulla morte, sull'amore, sulla paura e sulla gioia. Che aiutano a vivere meglio. Di fatto, sono autorevoli soltanto le parole che accrescono la vita.
«Gesù insegnava come uno che ha autorità, e non come gli scribi». Ha autorità chi non soltanto annuncia la buona notizia, ma la fa accadere.
Lo vediamo dal seguito del racconto: «C'era là un uomo posseduto da uno spirito impuro». La buona notizia è un Dio che libera la vita. Gesù ha autorità perché si misura con i nostri problemi di fondo, e il primo di tutti i problemi è «l'uomo posseduto», l'uomo che non è libero. Volesse il cielo che tutti i cristiani fossero autorevoli...
E il mezzo c'è: si tratta non di dire il Vangelo, ma di fare il Vangelo, non di predicare ma di diventare Vangelo, tutt'uno con ciò che annunci: una buona notizia che libera la vita, fa vivere meglio, dove nominare Dio equivale a confortare la vita.
Mi ha sempre colpito l'espressione dell'uomo posseduto: «che c'è fra noi e te Gesù di Nazareth? Sei venuto a rovinarci?» Gesù è venuto a rovinare tutto ciò che rovina l'uomo, a demolire ciò che lo imprigiona, è venuto a portare spada e fuoco, a rovinare tutto ciò che non è amore.
Per edificare il suo Regno deve mandare in rovina il regno ingannatore degli uomini genuflessi davanti agli idoli impuri: potere, denaro, successo, paure, depressioni, egoismi. È a questi desideri sbagliati, padroni del cuore, che Gesù dice due sole parole: «taci, esci da lui». Tace e se ne va questo mondo sbagliato. Va in rovina, come aveva sognato Isaia, vanno in rovina le spade e diventano falci, si spezza la conchiglia e appare la perla. Perla della creazione è l'uomo libero e amante. Questo Vangelo mi aiuta a valutare la serietà del mio cristianesimo da due criteri: se come Gesù, mi oppongo al male dell'uomo, in tutte le sue forme; se come lui porto aria di libertà, una briciola di liberazione da ciò che ci reprime dentro, da ciò che soffoca la nostra umanità, da tutte le maschere e le paure. Un verso bellissimo di Padre Turoldo dice: «Cristo, mia dolce rovina, gioia e tormento insieme tu sei. Impossibile amarti impunemente». Dolce rovina, Cristo, che rovini in me tutto ciò che non è amore, impossibile amarti senza pagarne il prezzo in moneta di vita! Impossibile amarti e non cambiare vita e non gettare dalle braccia il vuoto e non accrescere gli orizzonti che respiriamo.
da un articolo di P. Ermes Ronchi
PREGA CON IL VANGELO
Signore, le tentazioni non mancano nel nostro cammino quotidiano,
ma solo con la forza liberatrice della grazia possiamo fiduciosamente operare nel bene.
È la Tua Parola che ci libera.
Nella preghiera chiediamo un cuore vigilante
per sfuggire a tutto ciò che non è puro, non è amore,
non è vita vera in Te.
Lucia Giallorenzo