SANTUARIO B. V. MARCELLIANA


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3° Domenica di Pasqua

Liturgia della Domenica 2011 > Pasqua

La scena di Emmaus è un capolavoro di catechesi liturgica e missionaria. Vi è descritto l'itinerario di due discepoli che lasciano Gerusalemme illusi e delusi e vi ritornano per ripartire gioiosi e fiduciosi verso la testimonianza, perché sono stati incontrati dal Crocifisso-Risorto, spiegazione di tutta la Scrittura e presenza perenne tra i suoi nel sacramento del "pane spezzato".
L'inizio del cammino è un allontanarsi dal Crocifisso. La crisi della croce sembra aver seppellito ogni speranza. Colui che l'ha fatta nascere, l'ha portata con sé nella tomba. Non bastano voci di donne per farla rinascere. Gesù raggiunge i due subito a questo inizio e chiede di spartire con loro domande e scandalo.
Ecco la prima tappa, quella del problema posto ad ogni persona dall'evento Gesù, il Crocifisso.
L'appello di Cristo ci raggiunge sulla strada della nostra fede incompiuta e della sua domanda.
Gesù non arriva di faccia, ma da dietro, come dice il testo greco, e cammina a fianco, da forestiero.
Il passaggio al riconoscimento ha bisogno della spiegazione delle Scritture. Solo il Risorto ne è l'interprete adeguato.
Il cuore riscaldato e riaperto dal segno della Parola spiegata implora il viatico di un segno più intimo, quello del pane spezzato. Gesù, però, sparisce.
La Chiesa non può trattenere Gesù nella visibilità storica di prima. Deve sapere e credere che Egli è vivo con lei e la vivifica nell'Eucaristia. I discepoli capiscono e tornano a Gerusalemme per condividere con gli apostoli la testimonianza.
Emmaus è un capolavoro di dialogo confortante. Emmaus assicura tutti che, quando ascoltano la Scrittura nella liturgia della Parola e partecipano allo spezzare del pane nella liturgia eucaristica, sono realmente incontrati da Cristo e ritrovano fede e speranza.

Gesù risorto si manifesta ai compagni di Emmaus. Parola ed Eucaristia sono due mense alle quali prendiamo parte ogni domenica, giorno del Signore. -

Oggi si celebra la 87a Giornata per l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Prima Lettura (dagli Atti degli Apostoli 2, 14a. 22-33).
San Pietro descrive il progetto di Dio sulla nostra storia, la quale va compresa a partire da Cristo, che manifesta il piano di Dio come disegno di salvezza.

Salmoresponsoriale (Sal 117, 2-4.13-15. 22-24).
La comunità cristiana si riunisce nel culto e riflette sulla nullità degli idoli. Il Dio d'Israele si è mostrato in Cristo, vivo e potente. Per questo cantiamo:

Mostraci, Signore, il sentiero della vita.


Seconda Lettura (dalla 1^ Lettera di San Pietro apostolo 1, 17-21.

Riconosciamo anche noi di essere stati liberati con il sangue prezioso di Cristo dalla nostra vuota condotta.


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Dal Vangelo secondo Luca (24, 13-35) - Gesù appare ai discepoli

L'ascolto delle Scritture e lo "spezzare il pane": i due momenti dell'incontro di Gesù con i compagni di Emmaus, sono alla base di ogni Eucaristia.

13Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro.
16Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?».

Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: "Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?".
19Domandò loro: "Che cosa?".
Gli risposero: "Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo;
20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso.
21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.
22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo.
24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto".

25Disse loro: "Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.


28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Egli entrò per rimanere con loro.
30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l'un l'altro: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?". 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!". 35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.



Il Vangelo di Emmaus si snoda, come una grande liturgia, in tre momenti: la liturgia della strada, della parola e del pane. La liturgia della strada: Emmaus dista da Gerusalemme due ore di cammino, due ore trascorse a parlare di quel sogno in cui avevano tanto sperato, un sogno naufragato nel sangue. Camminano, benedetti dal Salmo 84 che dice: beato l'uomo che ha sentieri nel cuore. Che ha il coraggio di mettersi in cammino. Anche la fede è un perpetuo camminare, perché Dio stesso è una vetta mai conquistata, e l'infinito ci attende all'angolo di ogni strada. Pasqua è voce del verbo pèsach, passare. Fa pasqua chi fabbrica passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, chi apre brecce, chi inventa strade che ci portino gli uni verso gli altri e insieme verso Dio. Ed ecco Gesù si avvicinò e camminava con loro. Un Dio sparpagliato per tutte le strade, un Dio vestito di umanità (Turoldo), un Dio delle strade, continuamente in cerca di noi.


La liturgia della parola: Spiegava loro le scritture, mostrando che il Cristo doveva patire: la sublime follia della Croce è la parola definitiva che ogni cristiano deve custodire, trasmettere, scrutare, capire, pregare. Gesù fa comprendere che la Croce non è un incidente ma la pienezza dell'amore, che cambia la comprensione di Dio e della vita. I due camminatori scoprono una verità immensa. C'è la mano di Dio posata là dove sembra impossibile, proprio là dove sembrava assurdo: sulla croce. Così nascosta da sembrare assente, mentre invece sta tessendo il filo d'oro della tela del mondo. Non dimentichiamolo: più la mano di Dio è nascosta più è potente.

La liturgia del pane: Resta con noi, perché si fa sera. Ed egli rimase con loro. Da allora Cristo entra sempre, se soltanto lo desidero. Rimane con me e mi trasforma, cambiandomi tre cose, il cuore, gli occhi, il cammino. La Parola ha acceso il cuore, il pane apre gli occhi dei discepoli: Lo riconobbero allo spezzare del pane. Il segno di riconoscimento di Gesù è il suo Corpo spezzato, vita consegnata per nutrire la vita. La vita di Gesù è stata un continuo appassionato consegnarsi. Fino alla croce. Infine la parola e il pane cambiano il cammino, la direzione, il senso: Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme.
Ma il primo miracolo è stato un altro:
non ci bruciava forse il cuore mentre per via ci spiegava il senso delle Scritture e della vita?
Efrem Siro presta a Gesù queste parole: chi mangia me, mangia il fuoco! Ricevere Cristo è essere abitati da un calore, da una fiamma, dal dono intermittente, forse, ma favoloso, del cuore acceso.



da un articolo di P. Ermes Ronchi

UN PANE PER AMOR DI DIO

IN FONDO ALLA CHIESA È SEMPRE PRESENTE UN CESTO PER LA RACCOLTA DI ALIMENTI PER I POVERI; PRIMA DI RECARTI ALL’ALTARE DEPONI ANCHE TU L’OFFERTA!

Preghiera
di ROBERTO LAURITA


Di domenica in domenica, Gesù,
Tu ci attendi all'appuntamento dell'Eucarestia.
Arriviamo con il nostro fardello di tristezza e scoraggiamento,
incapaci spesso di interpretare ciòl che sta accadendo
e di scorgere i disegni di Dio nella storia così confusa
in cui siamo immersi.

Tu ci ascolti, Gesù,
ascolti le nostre perplessità, le nostre paure,
i nostri interrogativi ed ci fai intendere una Parola
capace di leggere nel profondo dei nostri cuori,
della nostra esistenza, di illuminare il nostro percorso.

Mentre scende nell'anima, la Tua Parola guarisce e consola,
riaccende la fiamma sopita della Fede e della Speranza,
dona un'energia nuova per camminare sulle Tue vie.

È allora, Gesù, che Tu spezzi per noi il pane della vita,
Tu ci doni il Tuo Corpo perchè veniamo trasformati
e formiamo un'unica famiglia, che porta agli uomini
l'annuncio della misericordia e della grazia.
Di domenica in domenica, Gesù,
Tu ci offri una sosta per rifrancarci e rimetterci sulla via.

O SIGNORE,
Fa' che non perdiamo mai la fiducia in Te nel momento della
prova, ma donaci un cuore che, fortificato dalla speranza,
sia docile nel credere alla Tua Parola che ci illumina,
ardente d'amore per Te, che ci hai amati sino alla fine,
e generoso nell'annunciare che Tu hai vinto il mondo,
hai annientato il Nemico e hai trionfato sulla morte,
con la Tua Gloriosa Risurrezione.


d. Mariano Grosso, osb




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