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Liturgia della Domenica 2011 > Tempo Ordinario
Grado della Celebrazione: DOMENICA - Anno A
Giorno: 16 ottobre 2011
Colore liturgico: verde
Alla domanda se è lecito pagare le tasse all'Imperatore, Gesù Cristo, il Maestro divino, supera il problema e stabilisce una gerarchia nei doveri dell'uomo: il potere civile ha i suoi diritti; è necessario però rispettare i superiori diritti di Dio.
Prima Lettura (dal libro del profeta Isaìa 45,1-4-6).
Il profeta Isaìa si rivolge al popolo perché accolga la proposta di Ciro, di ritornare in Palestina. Anche un re pagano può diventare per Dio strumento di liberazione.
Salmo responsoriale (Sal 95,1-5.7-10).
Diamo gloria al Signore, creatore dell'universo, il solo che può rinnovare l'umanità, con il suo amore. Per questo cantiamo:
Grande è il Signore e degno di ogni lode !
Seconda Lettura (dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Tessalonicési 1,1-5b).
L'apostolo Paolo ricorda l'impegno espresso dalle tre virtù teologali e dalla presenza dello Spirito Santo nella comunità cristiana.
Dal Vangelo di Matteo Il tributo a Cesare. (22,15-21)
Gesù precisa: Si devono rendere all'autorità civile gli obblighi che le sono dovuti, ma senza dimenticare quelli che si devono a Dio. Cesare e Dio non sono uguali .
…“In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».”...
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Alla domanda cattiva e astuta di chi vuole metterlo o contro Roma o contro la sua gente, Gesù risponde giocando al rialzo, come al suo solito, e con due cambi di prospettiva che allargano gli orizzonti della domanda. Con il primo cambio di prospettiva muta il verbo pagare (è lecito pagare le tasse?) in restituire: quello che è di Cesare rendetelo a Cesare. Con il secondo cambio introduce l'orizzonte di Dio. Innanzitutto parla di un dare e avere: voi usate questa moneta, usate cioè dello stato romano che vi garantisce strade, giustizia, sicurezza, mercati. Avete ricevuto e ora restituite. Pagate tutti le tasse per un servizio che tocca tutti. Come non applicare questa chiarezza semplice di Gesù ai nostri giorni, in cui la crisi economica porta con sé un dibattito su manovre, tasse, evasione fiscale; applicarla ai farisei di oggi che giustificano in mille modi, quando addirittura non se ne vantino, l'evasione delle imposte.
«Restituisci, perché sei in debito». Io sono in debito verso genitori, amici, insegnanti, medici, verso la storia di questo paese, verso chi mi ha insegnato ad amare e a credere, mi ha trasmesso affetto e valori, verso i poeti e gli scienziati, i cercatori di Dio, verso milioni di lavoratori sconosciuti, verso l'intera mia società. Un tessuto di debiti è la mia vita, io ho avuto infinitamente di più di ciò che ho dato. Restituire a Cesare di cui mi fido poco? A Cesare che ruba? Sì, ma al modo di Gesù, lui che non guardava in faccia a nessuno, come riconoscono i farisei: allora, se Cesare sbaglia, il mio tributo sarà quello di correggerlo; e se ruba gli ricorderò la voce della coscienza e il dovere della giustizia.
Il secondo cambio di prospettiva inserisce la dimensione spirituale. Da Dio hai ricevuto, a Dio restituisci. Da Lui viene il respiro, il volere e l'operare, il gioire e l'amare, i talenti, il seme di eternità deposto in te, suo è il giardino del mondo. Davanti a Lui, come davanti all'uomo, non siamo dei pretendenti, ma dei debitori grati. Se avessimo tra le mani quella moneta romana capiremmo qualcosa d'altro. L'iscrizione recitava: divo Caesari, al divino Cesare appartiene. Gesù scinde di netto l'unità di queste due parole: Cesare non è Dio. Altro è Cesare, altro è Dio. Di Dio è l'uomo, quell'uomo che Lui ha fatto di poco inferiore a un dio. A Cesare le cose, a Dio la persona.
A me dice: tu non inscrivere nel cuore altre appartenenze che non siano a Dio. Resta libero e ribelle ad ogni tentazione di venderti o di lasciarti possedere. Ripeti al potere: io non ti appartengo. Ad ogni potere umano Gesù dice: non appropriarti dell'uomo, non ti appartiene. L'uomo è cosa di Dio. È creatura che ha Dio nel sangue.
da un articolo di P. Ermes Ronchi
PREGA CON IL VANGELO
Mai, né i profeti né gli apostoli, hanno chiamato dio e signore un altro all'infuori del Vero e Unico Dio. Più ancora, il Signore stesso, che ha ordinato di dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio, nomina Cesare come Cesare e riconosce Dio come Dio… Dicendo inoltre: «Non potete servire due padroni», afferma che coloro che servono Dio non sono soggetti a mammona, ossia all'avarizia della ricchezza.
Ireneo di Lione, Contro le eresie
Inizia l'Anno Catechistico
Esperienza fondamentale dell’educazione alla vita di fede è l’iniziazione cristiana, che “non è quindi una della tante attività della comunità cristiana, ma l’attività che qualifica l’esprimersi proprio della Chiesa nel suo essere inviata a generare alla fede e realizzare se stessa come madre”. [...]
In un ambiente spesso indifferente se non addirittura ostile al messaggio del Vangelo, la Chiesa riscopre il linguaggio originario dell’annuncio, che ha in sé due caratteristiche educative straordinarie: la dimensione del dono e l’appello alla conversione continua. Il primo annuncio della fede rappresenta l’anima di ogni azione pastorale. Anche l’iniziazione cristiana deve basarsi su questa evangelizzazione iniziale, da mantenere viva negli itinerari di catechesi, proponendo relazioni capaci di coinvolgere le famiglie e integrate nell’esperienza dell’anno liturgico.
“Educare alla vita buona del Vangelo” n. 40
Orientamenti pastorali dell’episcopato italiano per il decennio 2011-2012