SANTUARIO B. V. MARCELLIANA


Vai ai contenuti

Menu principale:


1° Avvento

Liturgia della Domenica 2011 > Avvento

27 Novembre 2011
1° Domenica di Avvento

"Attendiamo vigilanti la venuta del Salvatore"

Il Natale si avvicina, ma il pensiero in questa prima domenica di Avvento va alla venuta finale di Cristo, da attendere con vigilanza e con amore autentico. Tutta la storia umana, anche quella nostra personale, acquista significato dalla salvezza donata da Cristo.

Prima Lettura (dal libro del Profeta Isaìa 63,16b-17.19b; 64,2-7).
Il passo del profeta Isaìa riflette una meditazione sulla storia di Israele: Dio è padre del suo popolo, anche se questo è peccatore infedele.


Salmo responsoriale (Sal 79.2-3.15-16.18-19).
Implorazione a Dio perché venga in nostro aiuto. Per questo cantiamo:

Signore, fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi!

Seconda Lettura (dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi 1,3-9).
I cristiani di Corinto sono stati redenti da Dio. Aspettano la manifestazione di Cristo, che li conserva irreprensibili per il suo giorno.


Dal Vangelo di Marco La vigilanza. (13,33-37)
Anche il Vangelo ricorda la venuta finale del Signore, della quale però non si conosce il momento. Ecco perché Gesù rinnova il richiamo alla vigilanza.

…“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate,, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all'improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»"...


ÿ+ÿ

Entriamo nel tempo della speranza. Avvento vuol dire letteralmente avvicinarsi, venire vicino. Un tempo di incamminati, in cui tutto si fa più vicino: Dio a noi, noi agli altri, io a me stesso. In cui impariamo che cosa sia davvero urgente: abbreviare distanze, tracciare cammini d'incontro.

Nel Vangelo il padrone se ne va e lascia tutto in mano ai suoi servi. Atto di fiducia grande, da parte di Dio; assunzione di una responsabilità enorme, da parte dell'uomo. Come custodire i beni di Dio che abbiamo fra le mani? Beni di Dio che sono il mondo e ogni vivente? Il Vangelo propone due atteggiamenti iniziali: fate attenzione e vegliate.

Tutti conosciamo che cosa comporta una vita distratta: fare una cosa e pensare ad altro, incontrare qualcuno ed essere con la testa da tutt'altra parte, lasciare qualcuno e non ricordare neppure il colore dei suoi occhi, per non averlo guardato. Gesti senz'anima, parole senza cuore. Vivere con attenzione è l'altro nome dell'Avvento e di ogni vita vera. Ma attenti a che cosa? Attenti alle persone, alle loro parole, ai loro silenzi, alle domande mute e alla ricchezza dei loro doni. Quanta ricchezza di doni sprecata attorno a noi, ricchezza di intelligenza, di sentimenti, di bontà, che noi distratti non sappiamo vedere. Attenti al mondo grande, al peso di lacrime di questo pianeta barbaro e magnifico, alla sua bellezza, all'acqua, all'aria, alle piante. Attenti alle piccole cose di ogni giorno, a ciò che accade nel cuore, nel piccolo spazio che mi è affidato.

Il secondo verbo: vegliate. Contro la vita sonnolenta, contro l'ottundimento del pensare e del sentire, contro il lasciarsi andare. Vegliate perché c'è un futuro; perché non è tutto qui, il nostro segreto è oltre noi, perché viene una pienezza che non è ancora contenuta nei nostri giorni, se non come piccolo seme. Vegliate perché c'è una prospettiva, una direzione, un approdo. Vegliare come un guardare avanti, uno scrutare la notte, uno spiare il lento emergere dell'alba, perché la notte che preme intorno non è l'ultima parola, perché il presente non basta a nessuno. Vegliate su tutto ciò che nasce, sui primi passi della pace, sui germogli della luce. Attesa, attenzione, vigilanza sono i termini tipici del vocabolario dell'Avvento e indicano che tutta la vita dell'uomo è tensione verso, uno slancio verso l’altro che deve venire, che il segreto della nostra vita è oltre noi.
Allora è sempre tempo d'Avvento, sempre tempo di abbreviare distanze, di vivere con attenzione.
Sempre tempo di adottare strategie di risveglio della mente e del cuore, in modo da non arrendersi al preteso primato del male e della notte, in modo da non dissipare bellezza, e non peccare mai contro la speranza.

da un articolo di P. Ermes Ronchi


PREGA CON IL VANGELO

Signore Gesù, per ben tre volte ripeti a ciascuno di noi il verbo "Vegliate", come un consiglio, un comando, ma anche l'avvertimento di un padre che si preoccupa per tutti i suoi figli, perché siano attenti e non si lascino vincere dalle fatiche, dagli ostacoli e dalle tante preoccupazioni di questo tempo.

Letizia Battaglino

APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
Intenzioni – Dicembre 2011

Generale: Perché tutti i popoli della terra, attraverso la conoscenza ed il rispetto reciproco, crescano nella concordia e nella pace.
Missionaria: Perché i bambini e i giovani siano messaggeri del Vangelo e perché la loro dignità sia sempre rispettata e preservata da ogni violenza e sfruttamento.
Dei Vescovi: Perché lo Spinto Santo susciti nelle nostre comunità una più profonda e autentica comunione tra laici e presbiteri, per rispondere insieme al compito urgente dell'educazione.
Mariana: Maria, che nel mistero del Natale ci dona suo figlio, ci insegni ad accogliere e proteggere la vita.


Torna ai contenuti | Torna al menu