SANTUARIO B. V. MARCELLIANA


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15° Domenica T.O. - Copia

Liturgia della Domenica 2011 > Tempo Ordinario

Grado della Celebrazione: DOMENICA - Anno A
Giorno: 10 luglio 2011
Colore liturgico:
verde

L'ascolto della Parola di Dio nella Liturgia del giorno del Signore esige la nostra partecipazione. Occorre pertanto una risposta personale e concreta affinché, la Parola di Dio messa in pratica, renda la vita feconda di bene.

Prima Lettura (dal libro del profeta Isaìa 55, 10-11).
ll profeta Isaìa richiama l'efficacia della Parola. Non cade a vuoto. Realizza qualcosa in chi la riceve, a somiglianza della pioggia e della neve sulla terra.


Salmo responsoriale (Sal 64, 10-14).
Ogni forma di vita nasce e si sviluppa per lodare il Creatore. L'uomo dà voce alle creature con il canto, per questo cantiamo:

Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.



Seconda Lettura (dalla Lettera di San Paolo apostolo ai Romani 8, 18-23).
Il fine dell'uomo è la gloria futura, che lo rivelerà in pienezza figlio di Dio. Tutta la creazione partecipa alla stupenda avventura dell'uomo.



Dal Vangelo di Matteo La parabola del seminatore. (13, 1-23)
[Forma breve: 13, 1-9]

Gesù racconta la parabola del seminatore. La Parola del Regno è un seme sparso ovunque, ma accolto in modo differente da chi lo ascolta.


…“
1Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare.
2Si radunò attorno a Lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
3Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse:
«Ecco, il seminatore uscì a seminare.
4Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono.
5Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo,
6ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò.
7Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono.
8Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno.
9Chi ha orecchi, ascolti».


10Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». 11Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. 12lnfatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. 13Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. 14Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: "Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. 15Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!". 16Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano.

17In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! 18Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. 19Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. 20Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, 21ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno.
22Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. 23Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».” ...


Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Il primo errore lo compio quando sono strada, uno che non si ferma mai. La parola di Dio chiede un minuto di sosta, un minuto di passione: chi corre sempre è derubato di senso, derubato della fame di infinito che costituisce la nostra dignità. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra... Il secondo errore è il cuore poco profondo, un cuore che non conserva, non custodisce, non medita. Così fa il cristiano adolescente che è in me, che si accontenta di sensazioni e non approfondisce. Un'altra parte cadde sui rovi e i rovi crebbero e la soffocarono. Il terzo errore è l'ansia delle ricchezze e del benessere; e poi la spina del quotidiano, dovuta alla fatica di conciliare lavoro e famiglia, di resistere allo sconforto, alla solitudine, all'insicurezza per il domani...


Spina che soffoca la fiducia e ti fa credere che in te non ci sia spazio per far germogliare un seme divino, un sogno grande. Ma il centro della parabola non è negli errori dell'uomo, il protagonista è un Dio generoso, che non priva nessuno dei suoi doni. Nasce allora la gioia e la fiducia che per quanto io sia arido, spento, sterile, Dio continua a seminare in me, senza sosta. Contro tutti i rovi e le spine, contro tutti i sassi e le strade, vede una terra capace di accogliere e fiorire, dove il piccolo germoglio alla fine vincerà. Mi commuove questo Dio che in me ha seminato così tanto per tirar su così poco. Lui sa che per tre volte, dice la parabola, per infinite volte, dice la mia esperienza, non rispondo, poi però una volta rispondo, ed è il trenta, il sessanta, forse il cento per uno. Amo questo Dio contadino, pieno di fiducia nella forza del seme e nella bontà del pugno di terra che sono io, al tempo stesso campo di spine e terra capace di far fiorire i semi di Dio.

da un articolo di P. Ermes Ronchi


PREGA CON IL VANGELO.

Cristo prese la semente... e la gettò nel suo orto, cioè nella Chiesa, che è l'orto ben curato, esteso su tutta la terra per mezzo della predicazione del Vangelo, circondato dalla siepe della disciplina, ripulito dalle erbe cattive grazie al lavoro apostolico, allietato dai frutti dei fedeli: i gigli delle vergini, le rose dei martiri, il verde dei confessori.
È un orto che profuma dei fiori dell'eternità.


(Pietro Crisologo,
Sermone 35)




Verso il 25° Congresso Eucaristico Nazionale


NOI IN CRISTO E CRISTO IN NOI
Eucaristia, celebrazione, adorazione


«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui» (Gv 6,56).
"Rimanere" indica non un incontro fugace, ma un dimorare sistematico, un modo di essere. L'uomo "esiste" in Cristo. Cristo è la dimora "esistenziale" dell'uomo. «Rimanere in Cristo» è l'unico modo autentico di essere. Al di fuori di Cristo manca il fondamento dell'essere: «senza di lui nulla» (Gv 1,3). Non resta che il vuoto, il nichilismo e l'attuale cultura dell'effimero.
La condizione dell'uomo senza dimora esistenziale si profilò dopo il peccato d'origine, quando Dio cercò Adamo: «Dove sei?». Lo stesso interrogativo viene rivolto ad ognuno di noi: uomo, dove sei? dove fondi la tua esistenza? dove è la tua consistenza? dove ti sei smarrito?
Gesù Cristo è questo Dio alla ricerca dell'uomo: Il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto» (Lc 19,10). Egli dona all'uomo se stesso come dimora e chiede di dimorare nell'uomo, per donargli la sua vita. C'è una immanenza reciproca: noi in Cristo e Cristo in noi. L'Eucaristia ci fa "rimanere" in Cristo anche dopo la celebrazione liturgica: nella adorazione prolungata, che è contemplazione e lettura orante della Parola di Dio, silenzio e ascolto del Silenzio eucaristico, espressione di gratitudine, di lode e di amore, premessa per "rimanere" in Cristo nella vita quotidiana.

Mons. Giuseppe Greco


62a SETTIMANA LITURGICA NAZIONALE
Trieste, 22-26 agosto 2011

"DIO EDUCA IL SUO POPOLO"
La Liturgia, sorgente inesauribile di catechesi


La liturgia, luogo educativo (Card. Angelo Comastri)
Catechesi e liturgia (Don Giuseppe Biancardi)
Parola di Dio e Liturgia (Mons. Luciano Monari)
La Chiesa Madre di Aquileia (Prof. Giuseppe Cucito)
Teologia estetica ad Aquileia (Mons. Crispino Valenziano)
Liturgia e iniziazione cristiana (Mons. Bruno Forte)
Liturgia ed educazione alla vita buona del Vangelo (Dott. Luca Diotallevi)
La missione evangelizzatrice della Chiesa oggi (Card. Angelo Scola)

Rivolgersi a: Centro Azione Liturgica, Segreteria, Via Liberiana, 17 - 00185 Roma.

: Tel. 06.47.41.870; Fax 06.47.41.860. Email: calrm@tiscali.it



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